Transizione forzata, una sorprendente opera prima

“Ancora una volta mi trovavo a vagare lambendo tra le mani un coltello sporco di sangue e come sempre era stato doveroso versare quel sangue per raggiungere il mio scopo. Quante volte fosse successo, ormai non lo ricordavo più.”

Questo è l’incipit del romanzo d’esordio del giovane scrittore romano Mauro Travasso che uscirà nei prossimi giorni, per la collana Edificare Universi di Europa edizioni.  Un’opera intensa, coraggiosa, che indaga senza reticenze gli angoli più bui della nostra contemporaneità, proponendo ai lettori un’analisi feroce, ma nello stesso tempo estremamente lucida, dell’animo umano.9788868540838

Il protagonista, Nico, vive la sua esistenza come se sentisse, se percepisse dentro di sé che il ruolo da interpretare nel suo spettacolo è quello del cattivo. Egoista, sfrontato e trasgressivo, prende ciò che desidera e non sente di dover dare nulla in cambio. Improvvisamente, la sua vita prende una piega del tutto inaspettata. Quando il suo migliore amico Stefano muore in un tragico incidente, il suo cervello si mette all’opera come mai prima di allora. Un cambiamento netto ed estremo, come nel passaggio tra un’età e un’altra. Anche perché Nico è l’unico a non credere fino in fondo nella teoria dell’incidente. Da quel momento in poi, molte cose troveranno una nuova collocazione, come il teatro, che entrerà a far parte dei suoi interessi e che lo spingerà verso un’inattesa consapevolezza di sé.

 La scrittura di Travasso, come fosse acqua pura e vitale, corrode le pareti del conformismo, dando vita ad una sorprendente opera prima.

Sull’autore

Mauro Travasso è nato a Velletri (RM). Si è laureato nel 2005 in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed è giornalista pubblicista. Ha inoltre collaborato con diverse realtà associative che operano nell’ambito dell’educazione allo sviluppo e della cooperazione internazionale. Ha partecipato alla redazione di testi specifici per Sussidi didattici in merito agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e svolto attività di volontariato in Italia, Islanda e Canada.

Mauro Travasso, Transizione forzata, Europa Edizioni – collana Edificare universi, p. 184, € 14,90. 

 (È possibile prenotarlo e acquistarlo in tutte le librerie d’Italia. È ordinabile anche nella sua versione e-book su Apple Store e sui principali bookstore on line come IBS, Unilibro, Amazon, Bol ecc.)

Per saperne di più: http://www.maurotravasso.it/

Francesca Ciccaglione


		
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In Texas la prima biblioteca senza libri

Una nuova biblioteca nasce in Texas, ma non è come le altre. Infatti non contiene nessun libro cartaceo. Gli addetti alla BiblioTech di San Antonio dichiarano «è la prima biblioteca senza libri. Oltre ad un catalogo di più di 10000 e-book, questa biblioteca tecnologica costituisce un’importante occasione di riscatto per un quartiere che vive in una situazione di arretratezza economica. BiblioTech ha aperto i battenti il 14 settembre nella zona sud-est della città, un quartiere abitato prevalentemente da ispanici in cui la percentuale di persone che non possiedono un personal computer o una connessione internet supera il 40%.

Nonostante la biblioteca non contenga libri stampati su carta e offra un servizio online di consultazione ebook che permette in tutta comodità di richiedere testi da casa, lo staff di BiblioTech considera la presenza fisica di personale e clienti all’interno del locale una delle chiavi del loro successo. «Siamo di fronte ad un cambiamento radicale» afferma Laura Cole, coordinatrice dei progetti speciali di BiblioTech. «Il nostro catalogo è salvato in rete, quindi non è necessario recarsi fisicamente sul posto per trovare un libro. Tuttavia, come accade in una biblioteca tradizionale, forniamo ai clienti un’occasione per socializzare all’interno dei nostri spazi».

 I 4800 metri quadrati di BiblioTech ricordano più un Apple Store o una sala ricreativa di Google che una biblioteca. Decorata con pareti arancioni, oltre ad una coloratissima area ludica per i bambini e una folta apparecchiatura tecnologica a disposizione del cliente (45 Ipad, 40 laptop e 48 PC) fra i servizi offerti per leggere e consultare i 10000 e-books viene offerta la possibilità di utilizzare anche 600 e-readers per adulti e 200 e-readers “facilitati” per i più piccoli.
Per visitare il sito: http://bexarbibliotech.org/
 Fonte: Il Sole 24 Ore
Francesca Ciccaglione

Stephen King, niente ebook per il nuovo romanzo “Joyland”

anteprima-joyland-di-stephen-king-L-fYRrYeNon manca molto perché Stephen King ritorni nelle librerie con un nuovo romanzo , Joyland , in uscita il prossimo 4 giugno (in Italia per Sperling & Kupfer). Con questo libro l’autore di Portland fa un’altra sortita al di fuori del universo del brivido, nel genere giallo, avvalendosi della collaborazione di una casa editrice che vanta una lunga esperienza nel campo, la Hard Case Crime.

Ma a far notizia non è tanto il cambio di genere di King, piuttosto la sua decisione di non volere un’edizione digitale di Joyland. Niente e-book quindi (per ora), e le motivazioni sono due, e molto semplici.

Innanzitutto si tratta di una questione di nostalgia: King ha voluto ritornare ai vecchi tascabili, gli amati paperback della sua gioventù di lettore, un’epoca in cui il pensiero di leggere il libro su uno schermo non era neanche lontanamente concepibile.

L’altro motivo è invece legato a una nobile missione, quasi da paladino dei bibliofili e dei librai. Parlando al Wall Street Journal l’autore di Shining ha dichiarato la sua intenzione di voler stimolare i fan a comprare l’edizione cartacea per risollevare un po’ le sorti di tante librerie in difficoltà, costantemente minacciate dal boom delle vendite digitali. Un fenomeno che negli States sembra in costante crescita (mentre per il momento le nostre piccole librerie hanno come nemico principale le grandi catene, piuttosto che gli e-book).

Si tratta di un segnale forte, anche per il fatto che proprio Stephen King è considerato uno dei pionieri del digital publishing: suo Riding the Bullet , del 2000, primo esempio di libro elettronico di portata mondiale, nato esclusivamente per essere scaricato online. Così come Ur nel 2009 e Miglio 81 nel 2011.

Qui la trama in breve di Joyland:

Estate 1973, Heaven’s Bay, Carolina del Nord. Devin Jones, squattrinato studente universitario, decide durante le vacanze di accettare un lavoro in un luna park. Appena arrivato nel parco divertimenti, popolato da strani personaggi, Dev scopre che il luogo nasconde un macabro segreto: nella Casa degli Orrori si aggira infatti il fantasma di una donna uccisa quattro anni prima in modo decisamente macabro. Per guadagnarsi il magro stipendio, il ragazzo non dovrà soltanto intrattenere i bambini con il suo costume da mascotte, ma anche combattere il male che minaccia Heaven’s Bay. E difendere la ragazza della quale nel frattempo si è innamorato.

Fonte: Panorama / Qlibri

Francesca Ciccaglione

Un italiano su due non legge neppure un libro all’anno

leggere-ai-bambiniSecondo il Rapporto sulla promozione della lettura in Italia – 2013, l’anno scorso soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uomini; per tracciare un paragone è utile sapere che tali numeri lievitano fino all’82% nel caso della Germania, al 70% in Francia mentre, in Spagna, il 61,4% degli intervistati si concede la lettura di (almeno) un libro.
Un italiano su due non legge affatto, a patto che leggere uno o due libri all’anno sia sufficiente a guadagnarsi la definizione di lettore, titolo che spetterebbe solo al 18,4% degli italiani i quali, stando al rapporto, leggono dai 4 agli 11 tomi e, sempre secondo il report, i “lettori forti” (coloro che leggono almeno 12 libri) sono il 6,3% della popolazione. Questi due ultimi dati, in numero di anime, fa circa 14milioni.
La tecnologia però può essere ancora una volta fondamentale: nel 2011 gli italiani hanno speso 131milioni di euro per l’acquisto di un e-book reader (contro i 16milioni dell’anno prima) e 472milioni (contro 210milioni) per l’acquisto di un tablet, così come sono aumentati i titoli digitali disponibili: erano 1.619 nel 2009, sono diventati 31.416 a metà 2012.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Francesca Ciccaglione

“Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli.” – Joseph Brodsky

 

post lettura

Al giorno d’oggi purtroppo, la buona abitudine della lettura sta cominciando a cadere in disuso. Sempre più persone preferiscono, infatti,  passare il proprio tempo libero davanti alla TV (ma, recentemente anche al computer o davanti ai videogame). Molti dichiarano che, a causa dell’attuale crisi economica si è costretti a risparmiare dove possibile e quindi anche sulla cultura. È questo uno dei principali motivi che spinge molte persone a comprare e leggere sempre meno libri. Tuttavia, esistono molte alternative all’acquisto che vanno dalle tradizionali biblioteche comunali dove (per chi non lo sapesse) si possono prendere in prestito i libri (gratuitamente è chiaro!), ai moderni apparecchi elettronici (tablet, iPhone, o eBook-reader), che offrono, con un’apposita applicazione, la possibilità di scaricarli gratuitamente in vari formati (fra cui anche il pdf). Anche se molti amanti della lettura ancora non sono pronti ad accettare queste nuove tecnologie, che andranno presto a sostituire la carta, molti ritengono che questa sia comunque la soluzione più comoda e meno costosa.

Un altro dei tanti motivi per cui si preferisce la TV (e simili) alla lettura è la pigrizia. Molti sostengono che per leggere ci vuole una certa dose di concentrazione e che quindi, quando si ha tempo libero, magari quando si torna stanchi da lavoro o dalla scuola, è normale preferire attività rilassanti, che non richiedano particolari sforzi mentali.  In più, la lettura richiede anche del tempo, infatti, per poter capire ciò che si legge, bisogna procedere più o meno lentamente, a seconda del libro che si ha fra le mani.

In questi ultimi anni è emerso che sempre meno giovani sono dediti alla lettura. Questo dato statistico, rappresenta un fenomeno molto preoccupante. Infatti la lettura risulta essere più costruttiva rispetto ad Internet e TV, spesso ‘TV spazzatura’, poiché, non solo ci aiuta ad ampliare il nostro bagaglio culturale, ma è anche fondamentale per imparare la nostra lingua sia dal punto di vista grammaticale che lessicale. Questo, infatti, è il motivo principale per cui molti giovani d’oggi non sanno scrivere in italiano o nella maggior parte dei casi conoscono solo superficialmente le regole grammaticali non sapendo come applicarle adeguatamente  all’interno di una frase.

Infine, un altro fenomeno sociale degno di nota è la tendenza che hanno molte persone a non considerare la lettura come una passione ma una semplice distrazione. Queste persone, snobbando opere di spessore perché troppo impegnative, finiscono col preferire libri di più basso livello culturale ma, appunto per questo di più facile fruibilità. Questi libri, freschi di stampa, pur non essendone degni, vendono moltissime copie e acquistano  un valore commerciale che il grande pubblico interpreta come valore artistico. Se il problema fosse semplicemente legato all’errore di interpretazione del grande pubblico non staremmo certo a preoccuparcene. Quello che attira la nostra attenzione è che a causa di questo errore, le opere definite “classici” vengono etichettate come “vecchie” ed “obsolete”, finendo per questo con l’ammuffire sugli scaffali di qualche grande magazzino  in attesa di qualcuno che preferisca il buono al nuovo.

 “Il pubblico è così stupido, che preferisce leggere le cose nuove che non le buone.”

Arthur Schopenhauer

Voi cosa ne pensate? Commentate!

Ilaria Gizzi