Recensione: Divergent

Autore Veronica Roth
Titolo originale Divergent
Anno di pubblicazione 2011
Genere Romanzo distopico YA
Lingua originale Inglese

divergent de agostiniDivergent della scrittrice statunitense Veronica Roth è un romanzo distopico YA edito dalla De Agostini,  i cui diritti sono stati acquistati dalla Summit Entertainment. Il film probabilmente uscirà nel 2014. Divergent è il primo libro di una trilogia.Il secondo libro si intitola Insurgent, il terzo uscirà negli Stati Uniti nel mese di ottobre.

Divergent è ambientato in una Chicago di un  futuro non meglio precisato, che dopo la firma della Grande Pace, è stata suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. Poi ci sono gli Esclusi, coloro che vivono al di fuori della società, spesso sono persone che da ragazzi hanno fallito l’iniziazione in una delle fazioni.

Beatrice Prior ha sedici anni e, come tutta la sua famiglia, fa parte della fazione degli Abneganti ma da lì a poco, dovrà fare una scelta che definirà tutta la sua vita adulta. Infatti a 16 anni,  ogni ragazzo deve scegliere a quale fazione unirsi, se restare con la propria o cambiare, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prima della cerimonia, si svolge un test che dovrebbe indirizzare i ragazzi verso la strada a loro più adatta, escludendo tutte le altre. Per Beatrice è diverso, il test si rivela inconcludente: in lei non c’è un solo tratto dominante ma addirittura tre. Questo fa di lei una Divergente. La ragazza incaricata del test le fa capire che questo risultato è molto pericoloso e va tenuto nascosto a tutti i costi. Piena di dubbi, Beatrice, durante la cerimonia, fa una scelta molto inconsueta. Si unisce alla fazione degli Intrepidi, sorprendendo tutti, soprattutto la sua famiglia. Il percorso che bisogna affrontare per superare l’iniziazione è molto duro e pericoloso e soltanto in pochi passeranno la cerimonia di iniziazione per entrare a far parte degli Intrepidi. Ma, con il supporto del suo affascinante istruttore, Quattro, Beatrice è disposta a tutto per riuscirci.

Tra tutti i romanzi distopici letti finora, questo si è rivelato uno dei più interessanti, per alcuni versi addirittura superiore a The Hunger Games. Il personaggio di Beatrice (comincerà a farsi chiamare Tris dopo aver scelto gli Intrepidi) ha molte sfaccettature, all’apparenza sembra una ragazza tranquilla, che con il suo fisico minuto non riuscirà mai a farcela tra gli Intrepidi, ma in realtà è coraggiosa, leale e determinata. L’attrazione tra Tris e Quattro è molto forte, il loro rapporto si sviluppa in modo molto realistico. La protagonista, a differenza di molte eroine dei romanzi YA, non è contesta o indecisa; lei vuole solo Quattro e nessun’altro. La trama tiene incollati fino all’ultima pagina grazie allo stile scorrevole e ai colpi di scena che si susseguono numerosi. Assolutamente consigliato.

Voto: 5/5

Francesca Ciccaglione

Recensione: Matched – La scelta

Autore Ally Condie
Titolo originale Matched
Anno di pubblicazione 2010
Genere Romanzo distopico YA
Lingua originale Inglese

matched-lightEd ecco a voi una nuova trilogia distopica YA: Matched di Ally Condie, edito da Fazi Editore. La Disney ne ha già acquistato i diritti cinematografici mentre in Italia siamo in attesa del terzo libro. Il romanzo è ambientato in un futuro lontano, non meglio specificato, nel quale tutto è perfettamente regolato dalla Società: la professione, l’amore e persino la morte. A 17 anni, i giovani partecipano ai Banchetti di Abbinamento durante i quali a ciascuno viene assegnato l’uomo o la donna con cui dovranno passare il resto della loro vita. Il 15 del mese è la data del Banchetto e, per Cassia Maria Reyes, anche il suo diciassettesimo compleanno. Finalmente è arrivato per lei il momento tanto atteso, quello di scoprire il suo compagno. Cassia è fiduciosa, sa che la Società non può sbagliare, il ragazzo selezionato sarà perfetto per lei. Quando sullo schermo appare il volto di Xander, Cassia è felicissima. Xander è il suo miglior amico, che conosce da tutta una vita, in più è intelligente, gentile e di bell’aspetto, qualsiasi ragazza sarebbe fortunata ad averlo. Ma una volta arrivata a casa succede l’inaspettato. Inserendo la micro card che dovrebbe contenere tutti i dati sul suo Promesso, Cassia non vede Xander ma Ky, un ragazzo schivo che vive nel suo stesso quartiere. In quel momento Cassia mette in dubbio per la prima volta il funzionamento della Società. E’ stato un errore o è veramente Ky il compagno perfetto per lei? Da quel momento in poi Cassia si avvicinerà inesorabilmente a Ky e si troverà di fronte ad una scelta: la vita perfetta e preorganizzata dalla Società o scegliere un percorso difficile e pericoloso che pochi hanno il coraggio di intraprendere.

Onestamente non avevo molte aspettative per questo libro, attratta da alcuni commenti sul web e spinta dalla noia, mi sono decisa a leggerlo. Si è rivelato un romanzo interessante dallo stile scorrevole e fluido.  Ally Condie ci porta in un mondo dove la libertà di scelta non esiste, tutto è calcolato alla perfezione. E Cassia, una ragazza come tante, si trova invece a DOVER scegliere: tra una vita sì perfetta ma non totalmente sua e una vita ricca di ostacoli e difficoltà ma libera dalle scelte che la Società ha preso per lei; tra Xander, il ragazzo che tutte sognano, e Ky, il mistero, l’ignoto, il diverso. E’ un libro che dà molta più importanza ai sentimenti che alle azioni distanziandosi così da The Hunger Games a cui è spesso associato. A tratti un pò troppo intimistico, riesce comunque a interessare il lettore e ad invogliarlo a proseguire la lettura. Il secondo libro della trilogia è intitolato Crossed – La Fuga.

Voto: 4/5

A voi è piaciuto?

Francesca Ciccaglione

Distopia

Il romanzo distopico, genere non particolarmente conosciuto e amato, nell’ultimo anno, con l’uscita del fim The Hunger Games, tratto dall’omonimo libro della scrittrice statunitense Suzanne Collins, ha conquistato sempre più lettori ed è diventato il nuovo fenomeno del 2012. Ora, sull’onda del successo di questa trilogia distopica, anche altri romanzi dello stesso genere, alcuni recenti, altri meno, stanno cominciando a scalare le classifiche di vendita.

Distopia

Dunque cos’è la distopia? La distopia, secondo il dizionario Treccani, è  una “previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro in cui si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi”, ed è quindi definibile come il contrario di utopia. Alcune caratteristiche della distopia sono la presenza di governi totalitari che privano i cittadini di ogni libertà e spesso della loro umanità, di disastri ambientali o di altri fattori che possono essere riconducibili ad un declino catastrofico della società. L’eroe (o l’eroina), il protagonista del romanzo, è, nella maggior parte dei casi, una persona che appartiene alla società distopica ma che ne mette in dubbio il funzionamento, rendendosi conto, o spesso intuendolo, che c’è qualcosa di terribilmente sbagliando nel mondo in cui vive e si trova a lottare per cercare di cambiare le cose, anche a rischio della propria vita. Non sempre si ha il lieto fine, cioè si raggiunge la sovversione del mondo come lo si conosce e la creazione di un mondo “normale”, alcune volte il finale rimane in sospeso, lasciando alla nostra fantasia la conclusione della storia.

Quando è nato questo genere? Il romanzo distopico è cominciato ad emergere nel XX secolo, anche se esistono esempi significativi di questo genere già dal XIX secolo, soprattutto grazie alla libertà di stampa e di espressione. In passato sarebbe stato pressocché impossibile scrivere un libro che contenesse una critica, implicita o meno, alla società in cui si viveva. I primi titoli a venire in mente quando si parla di distopia sono i conosciutissimi: 1984 di George Orwell (1949), Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932), Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953) e Arancia Meccanica di  Anthony Burgess (1962), da cui è stato tratto l’omonimo film di  Stanley Kubrick.

Francesca Ciccaglione