I luoghi letterari che vale la pena visitare almeno una volta nella vita

Da Coahuila in Messico, dove è ambientato ”Cavalli selvaggi” di Cormac McCarthy, a Firenze, la città di ”Camera con vista” di Edward Morgan Forster, ecco i posti più belli raccontati dai libri

 

MILANO – Cosa sarebbe un buon libro senza la descrizione di un paesaggio, di quelle così coinvolgenti che ti sembra di entrare all’interno della storia? Le ambientazioni sono parte integrante di un racconto, in alcuni casi possono diventare esse stesse le protagoniste. Quando poi si tratta di luoghi realmente esistenti, è impossibile riuscire a resistere alla curiosità di vedere di persona come sono i posti che hanno preso vita nella nostra immaginazione leggendo un libro. L’Huffington Post ha stilato una classifica dei diciassette paesaggi più belli raccontati dalla letteratura, quelli da visitare almeno una volta nella vita, che sono in grado di eguagliare se non superare le aspettative della nostra fantasia.
1.    Coahuila, Messico, ambientazione di “Cavalli selvaggi” di Cormac McCarthy.

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“Meridiano di sangue” è stato il primo libro di McCarthy ambientato nelle città che circondano il confine tra Texas e Messico, inaugurando un trend nei suoi libri. “Cavalli selvaggi”, il primo romanzo della “Trilogia della frontiera”, racconta il viaggio di due ragazzi cresciuti in un ranch in Texas, che sta per essere venduto. Di fronte alla prospettiva di andare a vivere in città, preferiscono fuggire a cavallo verso il Messico per cercare lavoro come cowboy.
2.    Istanbul, Turchia, in cui è ambientato “Il museo dell’innocenza” di Orhan Pamuk.

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Pamuk può essere considerato il “biografo di Istanbul”. Molto ha scritto infatti della città in cui Est e Ovest si incontrano. L’Istanbul descritta ne “Il museo dell’innocenza” può non essere subito evidente nella facciata di una città in continua evoluzione, ma a ben guardare ne esistono ovunque delle reliquie.
3.    Big Sur, California, descritta nell’omonimo romanzo di Jack Kerouac.

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Questo romanzo è direttamente basato sull’esperienza di Kerouac a Big Sur, dove era scappato per fuggire alla vita frenetica della città. Il protagonista Jack Duluoz non ama stare sotto i riflettori e riesce a trovare pace – anche se solo momentaneamente – in questa regione montuosa sulla costa.
4.    L’isola di Skye, Scozia, ambientazione di “Gita al faro” di Virginia Woolf.

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Questo romanzo di Virginia Woolf è ambientato nelle Isole Ebridi, dove la famiglia Ramsay va in vacanza ogni estate. Sebbene il libro sia incentrato per la maggior parte sui monologhi interiori della signora Ramsay e di suo marito, anche il paesaggio diventa a suo modo protagonista, soprattutto le onde che separano l’isola di Skye del faro dell’isola di Godrevy.
5.    Cuernavaca, Messico, dov’è ambientato “Sotto il vulcano” di Malcolm Lowry.

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Il romanzo di Lowry, da molti considerato uno dei migliori del Novecento, segue un console britannico a Cuernavaca, che è circa a trenta minuti d’auto da Città del Messico. Un paesaggio molto verde e dal clima mite, grazie alla sua vicinanza alle montagne della Sierra de Chichinautzin.
6.    La brughiera dello Yorkshire, Inghilterra, descritta in “Cime tempestose” di Emily Brontë.

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Il titolo del romanzo viene proprio dall’ambientazione, in una casa immaginaria dello Yorkshire. Una porzione dell’affascinante e selvaggio territorio di cui racconta l’autrice è ora parco nazionale. Le stesse sorelle Brontë vievevano nelle Yorshire.
7.    Las Vegas, Nevada, raccontata ne “Il Cardellino” di Donna Tartt.

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La maggior parte del romanzo è ambientato a New York, ma l sue ricche descrizioni di Las Vegas sono ancor più emozionanti di quelle di Manhattan. Non si sofferma tanto sulle scene turistiche, quanto sui sobborghi vicino al deserto.
8.    Ontario, Canada, dove sono ambientati numerosi romanzi del Premio Nobel Alice Munro, come “Lives of Girls and Women”.

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Alice Munro, vincitrice dell’ultimo Premio Nobel per la Letteratura, è nata a Wingham, in Ontario, e ha frequentato un college lì vicino. Molti dei suoi lavori sono ambientati nella contea di Huron e “Lives of Girls and Women” non fa eccezione.
9.    Tangier, Marocco, dove si esplorano i turbamenti di coppia descritti ne “Il tè nel deserto” di Paul Bowles.

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Fuggiti dalla frenesia di New York, i due protagonisti del libro scoprono che i problemi della loro relazione sono persino amplificati altrove. Il libro in verità è un viaggio attraverso tutto il Nord Africa, ma Tangier è il luogo dove l’autore stesso visse metà della sua vita.
10.    Dublino, Irlanda, terra dell’epico “Ulisse” di James Joyce.

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Lo stesso Joyce una volta disse: “Ho voluto dare una immagine di Dublino così completa che se un giorno la città sparisse all’improvviso dalla Terra, potrebbe essere ricostruita seguendo il mio libro”.
11.    Tokyo, Giappone, catturata nella sua essenza da After Dark di Haruki Murakami.

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Molti romanzi di Murakami offrono ricche descrizioni di Tokyo, ma “After Dark” riesce a cogliere il viavai e l’anima della città nel corso di una singola notte, esplorandone bar, ristoranti e motel.

 

12.    Mosca, Russia, da “La signora con il cagnolino” di Anton Čechov.

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Il racconto di Čechov, considerato da Nabokov come uno dei migliori mai scritti, ha luogo a Mosca e a Yalta.
13.    New York City, Stato di New York, dipinta ne Il giovane Holden di J.D. Salinger.

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Molti dei giri di Holden hanno luogo nell’Upper West Side, al Plaza Hotel, al Museum of Natural History e a Central Park. La città è descritta qui in modo talmente accurato da essere ancora attuale.
14.    Pamplona, Spagna, altro splendido ritratto di città che si può trovare in “Fiesta  (Il sole sorgerà ancora)” di Ernest Hemingway.

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Potreste non trovare estremamente conforme a realtà la descrizione di Hemingway: la città è oggi sette volte più grande di quando la visitò lui. La “Fiesta” di San Firmino però – la gente che corre per strada con i tori, il vino che scorre e fiumi e tutto il resto – è ancora ben viva.
15.    La contea di Nottingham, Inghilterra, in cui è ambientato il romanzo “Figli e amanti” di David Herbert Lawrence.

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Lawrence è  nato nella contea di Nottingham e molti suoi romanzi autobiografici, incluso “Figli e amanti”, sono ambientati qui e nelle città vicine.
16.    Cartagena, Colombia, dove è ambientato il classico “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel García Márquez.

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Come “Cent’anni di solitudine”, “L’amore ai tempi del colera” non dice esplicitamente a quale luogo reale si è ispirato per creare l’ambientazione del romanzo. L’autore tuttavia ha vissuto a lungo a Cartagena, e la vicinanza al Mar dei Caraibi e al fiume Magdalena la rende la fonte di ispirazione più probabile.
17.    Firenze, Italia, splendida città della Toscana dove è ambientato “Camera con vista” di Edward Morgan Forster.

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Sebbene la protagonista, Lucy, resti inizialmente disorientata dalla vista di Firenze dalla sua camera d’hotel, resta poi naturalmente affascinata dai luoghi che ha modo di vistare nel suo tour per la città.

 

Fonte: Libreriamo

Giulia Gentili

 

I 10 libri più letti del 2013

Dai classici al fantasy, passando per letteratura erotica, manuali e thriller. Ecco la lista dei dieci titoli più letti e venduti dell’anno che sta per chiudersi

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Ogni anno alcuni libri diventano dei best-seller – grazie al passa parola, all’autore già molto conosciuto, alla trasposizione cinematografica che li fa conoscere al grande pubblico. Non necessariamente si tratta di nuove uscite, negli ultimi anni si è assistito spesso anche al rilancio di grandi classici, che tornano di moda a distanza di molto tempo dalla prima uscita. Il sito Wall St. Cheat Sheet ha fatto una lista dei dieci titoli più letti del 2013.

IL GRANDE GATSBY di F. Scott Fitzgerald – Il film di Baz Luhrmann uscito nel 2013 – con le sue ambientazioni colorate, la musica, lo scintillio, e un credibilissimo Leonardo Di Caprio nei panni del protagonista – ha aiutato a riportare il romanzo di F. Scott Fitzgerald’s (scritto nel lontano 1925) in auge. La storia – come ormai quasi tutti sapranno – è ambientata negli anni ’20. Il protagonista e narratore racconta la sua vita e il rapporto con il misterioso Jay Gatsby. Secondo quanto riportato da USA Today, mentre l’autore era in vita furono vendute solamente 250.000 copie del libro. Oggi, invece, “Il grande Gatsby” è il libro più letto tra quelli editi dalla Scribner.

L’AMORE BUGIARDO di Gillian Flynn – Nel caso del libro di Gillian Flynn, invece, è il successo del romanzo che ha spinto l’industria di Hollywood a investire. L’adattamento cinematografico del libro, che arriverà presumibilmente nel 2014, vedrà Ben Affleck e Rosamund Pik nei panni dei protagonisti. Il libro racconta la storia di Nick ed Amy Dunne, e mostra come, dietro un matrimonio all’apparenza felice, possano celarsi segreti e lati oscuri. Second il New York Times, la Flynn starebbe lavorando ad altri due progetti. “L’amore bugiardo” è stato il libro più venduto secondo il quotidiano per otto settimane consecutive, e ha venduto una cosa come 2 milioni di copie solo negli ultimi sette giorni.

E L’ECO RISPOSE di Khaled Hosseini – Hosseini torna con un nuovo romanzo che parla d’amore e di famiglia, ed è subito boom di vendite. Dopo il successo di “Il cacciatore di aquiloni” e “Mille splendidi soli” i lettori si sono appassionati a queste storie dal sapore agrodolce che raccontano questo mondo al contempo vicino e lontano che è Afghanistan. Questa ambientazione avvicina il romanzo ai due predecessori, ma questa volta l’osservazione si allarga al mondo: da Parigi a San Francisco.

Ecco la lista completa dei dieci libri più venduti (e letti) dell’anno:

1. Inferno di Dan Brown

2. Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald

3. Proof of Haven di Erben Alexander

4. Facciamoci avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire di Sheryl Sandberg

5. Cinquanta sfumature di grigio di E.L.James

6. L’amore bugiardo di Gillian Flynn

7. La sedicesima luna di Kami Garcia e Margaret Stohl

8. E l’eco rispose di Khaled Hosseini

9. World War Z di Max Brooks

10. Diario di una schiappa di Jeff Kinnidy

Fonte: Libreriamo

Giulia Gentili

Come i libri influiscono sulla personalità del lettore

Uno studio condotto all’Università dell’Ohio dimostra che lettori di fiction tendono a modificare il loro modo di comportarsi e pensare per assomigliare ai loro personaggi preferiti
MILANO – Noi siamo quel che leggiamo. È questa una massima in cui molti booklover si possono riconoscere e che non esiterebbero a dichiarare, di istinto, vera. Ma, se ci fosse bisogno di convincere qualcuno che non ha sperimentato sulla propria pelle il potere dei libri di trasformare le nostre vite, questo principio ha anche una dimostrazione scientifica. Uno studio dell’Università dell’Ohio pubblicato dal Journal of Personality and Social Psychology, di cui dà notizia il magazine America Now, conclude infatti che i lettori di fiction modificano il loro comportamento e le loro emozioni per assomigliare ai loro personaggi preferiti.
I LIBRI CAMBIANO NOI E LE NOSTRE VITE – Mark West, professore di letteratura inglese presso l’Università del North Carolina, a Charlotte, dice che per una persona che legge abitualmente libri di narrativa la lettura è un modo per fuggire dalla realtà. “Un libro di fiction ti fa evadere dal tuo mondo e ti proietta in uno molto più eccitante”, afferma. Lo studio dell’Università dell’Ohio, però, suggerisce che leggere un romanzo non sia semplicemente un modo per “perdersi” in un’altra realtà. A volte i lettori adottano un diverso modo di agire, di pensare e sentire per imitare i personaggi di cui leggono le avventure, e gli studiosi ritengono che questo processo possa portare cambiamenti reali nella vita e nella personalità del lettore. I ricercatori non sono sicuri di quanto questo cambiamento possa essere duraturo. Quanto più si entra in connessione con un personaggio, comunque, tanto più il cambiamento di personalità tenderà a essere stabile. Rileggere un libro più volte è dunque uno dei fattori che può rafforzare il cambiamento.
PROVE SPERIMENTALI – A sostegno  del principio che le letture tendono a produrre cambiamenti reali nelle nostre vite ci sono i risultati di diversi esperimenti. Per esempio, persone che avevano letto un romanzo in cui il protagonista era gay, alla fine del libro tendevano ad avere una considerazione migliore e comportamenti più rispettosi nei confronti degli omosessuali rispetto agli altri. O ancora, quelli che avevano letto un libro in cui il protagonista doveva combattere una serie di battaglie e superare molti ostacoli per guadagnarsi il diritto di voto erano più propensi ad andare a votare nelle successive elezioni rispetto agli altri.
IL RISCHIO – Gli psicologi sostengono anche che quei lettori che più tendono a trasformare il loro comportamento ispirandosi a una storia di finzione possono avere un debole senso di identità. “Sono allo sbando nel mondo reale e cercano un ‘posto’ cui sentirsi ancorati”, afferma lo psicologo Bob Barret. Questo meccanismo può risultare positivo se l’eroe o l’eroina della storia è un personaggio coraggioso, saggio e nobile d’animo. C’è però il rischio che il lettore si senta legato a un personaggio con una psicologia malvagia, il che potrebbe portarlo a simpatizzare, giustificare o persino imitare pensieri e azioni negative. Barret sostiene che un lettore può identificarsi con un personaggio negativo perché, normalmente, questo gli consente di esprimere un sentimento represso di rabbia, ma c’è il pericolo, aggiunge, che questa identificazione si traduca in atti inappropriati e distruttivi da parte di quella persona.
COME EVITARE IL PERICOLO – È vero che questo accade soltanto in casi estremi, spesso in presenza di malattie e disagi mentali. Tuttavia questa consapevolezza ci fa considerare in maniera di versa i libri che abbiamo sui nostri scaffali. Il problema si pone soprattutto per i genitori: cosa far leggere ai propri figli? Se un bambino legge solo libri pieni di mostri, demoni, lotte, questo potrebbe portarlo a imitare comportamenti violenti. La soluzione, raccomanda West, non è però impedire che i bambini leggano questo genere di libri, ma assicurarsi che tra le loro letture vi siano altrettanti libri che raccontino storie di genere diverso. Mettendo davanti ai loro occhi l’esempio di molti grandi eroi e altrettanti personaggi malvagi, si sviluppa il loro senso critico e li si invita a scegliere. Lo stesso consiglio vale anche per gli adulti. Con l’avvertenza che, quando si legge una storia, bisogna stare attenti a non smarrire mai il senso della realtà: certe cose devono rimanere solo sulla pagina scritta!
Fonte: Libreriamo
Giulia Gentili

Curiosità: Quali sono i dieci libri più letti di sempre?

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Al primo posto si classifica La Sacra Bibbia. Con 3 miliardi e novecento milioni di copie vendute, il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana si conferma il libro più letto in assoluto. La Sacra Bibbia è il manifesto della parola di Dio nel mondo ed è composta da sessantasei libri, compilati in un arco di tempo molto lungo durato svariati secoli. La prima Bibbia a stampa è opera di Johann Gutenberg e risale al 1455, mentre le prime edizioni a stampa italiane si hanno a Venezia nel 1471, per opera di Vindelino da Spira. Da quel momento in poi, il mercato dei libri sacri si estese progressivamente e la Bibbia divenne, così, il libro più diffuso, presente in tutte le biblioteche pubbliche e private non soltanto del mondo occidentale.

Al secondo posto troviamo il Libretto Rosso di Mao Tse-tung, un’antologia di citazioni tratte dagli scritti e dai discorsi di Mao, che ha superato gli 820 milioni di copie. Il titolo “Libretto Rosso” gli fu dato in occidente a causa del colore della copertina e dal formato, adatto ad essere infilato in una tasca superiore della giacca cinese allora maggiormente in uso: la zhongshanzhuang, detta anche “giacca maoista”. In Cina però questo titolo alternativo non fu mai impiegato. Il Libretto Rosso è il testo moderno più letto nel mondo: sin dalla sua pubblicazione nel 1966, fu stampato e tradotto in tantissime lingue, tanto da favorirne l’immediata diffusione.

Terza posizione per Harry Potter. Le avventure del piccolo mago più celebre del pianeta, prodotte dalla penna di J. K. Rowling, hanno superato, in poco più di quindici anni, i 400 milioni di copie, facendo dell’autrice la donna più ricca del mondo. Fanno parte della saga Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Harry Potter e il calice di fuoco , Harry Potter e l’ordine della fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue, Harry Potter e i doni della morte.

Quarto posto per Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien con 103 milioni di copie. Pubblicato nel 1955 e tradotto in 38 lingue, oltre ad essere una delle opere più popolari del ventesimo secolo, rappresenta il manifesto del genere fantasy. Protagonista è un particolare anello che casualmente finisce nelle mani di un hobbit, Balbo Baggins; l’”anello del potere” ha una particolare caratteristica: se viene messo al dito, rende invisibili chi lo indossa rendendolo in grado di percepire il mondo degli spiriti e, se utilizzato dal suo creatore o da un esperto di magia, conferisce poteri senza limiti.

Quinto posto per L’alchimista di Paulho Coelho. Pubblicato nel 1987 e tradotto in più di sessanta lingue, L’alchimista si conferma il libro portoghese di maggior successo. Il libro narra la storia del giovane pastore Santiago, che intraprende un viaggio alla ricerca di un tesoro, che lo porterà in Egitto. Grazie all’incontro con un vecchio Alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale e, attraverso la conoscenza di sé, scoprirà l’anima del mondo, l’amore e il linguaggio universale.

Sesta posizione per Il Codice Da Vinci. A dieci anni dalla sua pubblicazione, il libro di Dan Brown ha venduto più di ottanta milioni di copie ed è uno dei fenomeni editoriali più indiscussi degli ultimi anni. Protagonista è il professor Robert Langdon, chiamato a investigare su un omicidio commesso all’interno del Museo del Louvre di Parigi: qui Langdon intuisce la possibilità che Gesù Cristo sia stato sposato con Maria Maddalena e che abbia avuto da questa un bambino. De Il Codice Da Vinci è stata realizzata una trasposizione cinematografica nel 2006 con protagonista Tom Hanks.

Settima posizione per la Saga di Twilight. Il romanzo di Stephenie Meyer è stato pubblicato nel 2005 e tradotto in più di venti lingue, superando i quaranta milioni di copie vendute. Protagonisti sono la giovane Bella Swan e il vampiro buono Edward Cullen, che, nonostante le iniziali paure, si innamorano l’uno dell’altra.

All’ottavo posto si posiziona Via col vento di Margaret Mitchell. Il romanzo, pubblicato nel 1936, tradotto in 37 Paesi e con 33 milioni di copie all’attivo, è ambientato in Georgia durante la guerra di secessione americana e narra le vicende della protagonista, Rossella O’Hara, figlia di una ricca famiglia di possidenti terrieri di origini irlandesi.

Al nono posto troviamo Think and grow rich, il libro di Napoleon Hill, pubblicato nel 1937, che ha inaugurato il filone dei libri dedicati al tema del pensiero positivo e del successo.

Decima posizione, infine, per il celeberrimo Diario di Anna Frank, pubblicato per la prima volta nel 1947 e con oltre 27 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il libro racconta la vita di una ragazza ebrea costretta a vivere con la sua famiglia nella clandestinità per sfuggire alle persecuzioni del regime nazista.

Fonte: Apollodoro

Francesca Ciccaglione

 

Curiosità: Qual è l’autore più tradotto al mondo?

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Secondo l’Index Translationum, l’indice delle opere letterarie tradotte nelle diverse lingue del mondo e aggiornato dall’Unesco tre volte l’anno, il singolo autore più tradotto è Agatha Christie, con 7.117 versioni dei suoi romanzi (comprendono sia i diversi libri sia le diverse lingue in cui uno stesso libro è stato tradotto). La classifica vede però in prima posizione l’insieme delle opere della Walt Disney, seguita da Agatha Christie, Jules Verne e Shakespeare.

Tra i primi 50, ma fuori dalla top ten, figurano autori classici (13° Alexandre Dumas, 17° Dostoevskij, 23° Tolstoj, 25° Dickens, 32° Balzac, 33° Hemingway, 40° Cecov), ma anche filosofi (31° Marx, 43° Platone, 47° Engels) e autori più moderni (14° Conan Doyle, 16° Georges Simenon, 20° Jack London, 22° Isaac Asimov, 28° Oscar Wilde, 29° Sidney Sheldon, 35° Hermann Hesse, 34° Robert Ludlum). Per le opere religiose, troviamo papa Giovanni Paolo II (21°) e la Bibbia (13° Nuovo Testamento, 50° Vecchio Testamento e 26° la Bibbia completa). Interessante anche la posizione di Lenin: è al 5° posto!).

Gli italiani più tradotti sono Umberto Eco, Italo Calvino, Emilio Salgari, Dante e Alberto Moravia.

Consultando i dati disponibili, si nota che le otto lingue più tradotte al mondo sono, in ordine: inglese, francese, tedesco, russo, italiano, spagnolo, svedese e latino. Germania, Spagna, Francia e Giappone sono invece i Paesi che traducono di più; l’Italia figura in nona posizione.

 

Fonte: Focus

Francesca Ciccaglione

Curiosità: Da dove viene la parola libro?

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Dal latino librum, che indica una delle tre parti della corteccia dell’albero, la più interna e morbida (le altre sono scorza e alburno). La radice europea del termine è “lap” (sbucciare). In alcune piante, come il papiro o il lino, il libro si presenta come una lamina fibrosa. Staccata e fatta seccare, veniva utilizzata fin dai tempi degli antichi Egizi per scrivere.

Solo in un secondo tempo, sotto l’impero di Alessandro Magno, apparve una sorta di antenata della carta, fatta con filamenti di papiro tessuti tra loro, impastati con il fango del Nilo e lasciati asciugare. Libro passò per estensione a indicare l’insieme di fogli uniti e contenenti uno scritto.

Una curiosità: anche il termine greco byblos (dal fenicio ­gybl) nasce con lo stesso significato. Indica la lamina interna e flessibile delle piante su cui si poteva scrivere, ovvero il “libro”.

Fonte: Focus

Francesca Ciccaglione