Amati e traditi – Incontri di traduzione letteraria

Dal 27 Marzo 2014 al 11 Giugno 2014
dalle ore 18.30

Amati e traditi – Incontri di traduzione letteraria

Palazzo Incontro – Via dei Prefetti, 22 – ROMA (RM)

Telefono: 06.32810 prenotazioni – 06.97271379

Sei appuntamenti con sei traduttori per riflettere sull’arte di tradurre e scoprire alchimie segrete nella voce dei libri

Di chi sono i libri? Di chi li scrive, del lettore che se ne impossessa e li rende propri o di chi li traduce?
Amati e traditi è un appuntamento pensato per riflettere sull’arte del tradurre, un modo per restituire la voce direttamente ai testi – nelle letture degli attori – e a chi li ha tradotti, in una serie di interviste, chiacchiere e riflessioni d’autore. Sei incontri, a cavallo tra marzo e giugno, nello spazio del Caffè Letterario Fandango Incontro.
L’iniziativa è promossa dalla Regione Lazio, attraverso il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, per incontrare personaggi per lo più sconosciuti al grande pubblico, quasi invisibili, ma che in realtà sono i custodi più attenti e i più fedeli interpreti di ciò che si chiama letteratura: i traduttori. Un’occasione per provare a svelare al lettore la fragilità e la complessità dei libri che abbiamo amato e il modo in cui le parole diventano lo strumento privilegiato per dar voce a un’altra lingua.

Programma degli incontri

  • 27 marzo – ore 18.30
    Chiara Valerio e Nadia Fusini
    In cerca di Virginia. Tradurre Virginia Woolf
    Letture di Tamara Bartolini
  • 22 aprile – ore 18.30
    Silvia Bre
    L’assenza del mago non annulla il sortilegio. Tradurre Emily Dickinson
    Letture di Silvia Bre
  • 20 maggio – ore 18.30
    Enrico Terrinoni Fabio Pedone
    Lots of fun at Finnegans Wake. Tradurre la lingua notturna di James Joyce
    Letture di David Sebasti
  • 29 maggio – ore 18.30
    Martina Rinaldi
    Le quattro stanze di un cuore. Tradurre Anaïs Nin
    Letture di Alessandra Di Lernia
  • 5 giugno – ore 18.30
    Ilide Carmignani
    Non uno stormo di uccelli ma l’Usignolo. Tradurre Roberto Bolaño
    Letture di Daniele Miglio
  • 11 giugno 2014 – ore 18.30
    Adelaide Cioni
    Parlare con Johnny. Tradurre John Cheever
    Letture di Daria Deflorian.

 

Fonte: Incontra Giovani

Giulia Gentili

 

 

Con un libro ti miglioro la vita

Regalarlo fa bene, a chi lo dona e a chi lo riceve

Domanda: è piccolo e di forma rettangolare, è in grado al tempo stesso di servire da fermaporta e catapultarvi in ogni parte del mondo o addirittura dell’universo, e in qualunque momento della Storia; non ha bisogno di carburante e non ha costi di gestione, pesa meno di mezzo chilo e potrebbe cambiare la vostra vita per sempre – e tutto a un prezzo di circa 15 euro. Cos’è?

Risposta (ovviamente): un libro – forse l’invenzione più sottovalutata di tutti i tempi, se lasciamo fuori la ruota e (secondo la nonna di Susan) le camicie no stiro. Conviene ricordare che quando si regala un libro per Natale si regala, forse, qualcosa il cui impatto va ben al di là del piacere che danno le poche o molte ore necessarie per leggerlo. Il romanzo giusto, letto al momento giusto della propria vita, può aprire una porta, cambiare il vostro modo di vedere le cose, farvi uscire da una situazione di stallo e mettervi su una nuova rotta. Può anche aumentare la vostra autostima, farvi passare le palpitazioni e – secondo uno studio pubblicato su Science – rendervi più empatici (soprattutto se si tratta di Cechov). In altre parole, un romanzo può farvi diventare più grandi, migliori e più interessanti di quanto siate adesso.

 

È dal 2008 che trattiamo pazienti con la biblioterapia sotto gli auspici della School of Life di Londra (un istituto di insegnamento alternativo fondato dal filosofo Alain de Botton), e ci siamo rese conto più volte di quanto i romanzi possano nutrire e arricchire i loro lettori. Niente che non sapessimo già, tuttavia, e per esperienza diretta. Chiunque legga con passione, ha un libro che gli ha cambiato la vita: Sulla stradadi Kerouac, magari, o Comma 22 di Joseph Heller, o Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Quando studiavamo letteratura inglese a Cambridge, dove ci siamo conosciute quasi venticinque anni fa, sapevamo che ci piaceva leggere, e che studiare la letteratura in termini di stile e posizionamento all’interno del canone aumentava il piacere e la soddisfazione intellettuale che si potevano ricavare da un libro.

 

Già da allora, inoltre, cominciammo a capire che i romanzi facevano tutto quello che sostenevano di fare i libri di auto-aiuto, però meglio, e con minore prepotenza: ci mostravano come vivere. Qualunque cosa vi addolori, che sia un cuore spezzato, una crisi di identità o la perdita di una persona cara, potete star certi che il personaggio di qualche libro ci è già passato. Quando ci immergiamo nell’esperienza drammatizzata di un alter ego immaginario ci rendiamo conto che non siamo soli nella nostra sofferenza, e che possiamo riflettere sul significato della vita in compagnia di altri e tuttavia nell’intimità dei nostri pensieri. Ci sono poche esperienze più catartiche o più importanti. Riprendete in mano quel romanzo, anni dopo, e lo guarderete con occhi nuovi, ma tra le sue pagine incontrerete i voi stessi di allora – e potrete capire quanto siete andati avanti. Esiste una pietra di paragone migliore, nella vita?

 

Quando abbiamo raccolto le letture che più ci hanno cambiate in Curarsi con i libri, una guida ai rimedi letterari per qualsiasi malanno, abbiamo attinto a una risorsa che le persone hanno usato, d’istinto, fin dalla comparsa del primo romanzo (Robinson Crusoe, probabilmente – la nostra cura per il pessimismo). Questa, tuttavia, è la prima volta che le proprietà curative della letteratura vengono analizzate in modo sistematico. Ci piace pensare al nostro libro come a un prontuario farmaceutico da tenere nel cassetto delle medicine insieme con i cerotti e il paracetamolo. La prossima volta che vi sentirete ansiosi, o stressati, ricorrete ai nostri romanzi-cura (Ritratto di signora di Henry James, nel primo caso) e sedetevi con loro per un’oretta. Potreste, dopo tutto, non avere bisogno di altro. Distraetevi dal mal di denti conAnna Karenina. Quando siete raffreddati, mettetevi comodi sul divano con un bel po’ di generi di conforto letterari.

 

Munitevi preventivamente della cura giusta se vi capitasse di andare a sbattere con l’alluce, o per la depressione. Imparate a memoria brani di romanzi, così da poterli usare per scacciare un attacco di panico. Invitate gruppi di personaggi dai vostri mondi immaginari preferiti, fateli abitare nella vostra testa e rivolgetevi a loro quando vi sentirete soli. Pensate al modo in cui altri hanno affrontato la malinconia, prima di piangervi addosso. State traslocando? Vorreste cambiare lavoro? State per fare il giro del mondo? Tra le pagine di un buon libro troverete sempre il rimedio adatto.

 

Quando regalate un libro, regalate a qualcuno la chiave per entrare nella mente di un altro. La possibilità di vivere, per un po’, una vita diversa. (Noi diciamo sempre che chi non legge vive una volta sola, mentre gli altri possono farlo mille volte.) Tutte queste vite vissute grazie ai romanzi vi aiuteranno, con le opportune riflessioni, a comprendere voi stessi e gli altri. Un romanzo non ha una data di scadenza. Può essere assunto in qualsiasi dosaggio e ogni volta che si vuole. Può essere condiviso con amici e famigliari, passato ad estranei e recuperato dopo anni, quando vi sarete dimenticati della sua esistenza – tutto senzaperdere nulla del suo potere. E ora mostrateci, se ci riuscite, qualcosa che abbia le ruote, emetta segnali acustici o parli con voi, fosse anche una miracolosa camicia a prova di grinze – qualcosa che, allo stesso prezzo, sia efficace altrettanto a lungo e riesca a toccare allo stesso modo la vostra anima.

 

Fonte: La Stampa

Giulia Gentili

Come i libri influiscono sulla personalità del lettore

Uno studio condotto all’Università dell’Ohio dimostra che lettori di fiction tendono a modificare il loro modo di comportarsi e pensare per assomigliare ai loro personaggi preferiti
MILANO – Noi siamo quel che leggiamo. È questa una massima in cui molti booklover si possono riconoscere e che non esiterebbero a dichiarare, di istinto, vera. Ma, se ci fosse bisogno di convincere qualcuno che non ha sperimentato sulla propria pelle il potere dei libri di trasformare le nostre vite, questo principio ha anche una dimostrazione scientifica. Uno studio dell’Università dell’Ohio pubblicato dal Journal of Personality and Social Psychology, di cui dà notizia il magazine America Now, conclude infatti che i lettori di fiction modificano il loro comportamento e le loro emozioni per assomigliare ai loro personaggi preferiti.
I LIBRI CAMBIANO NOI E LE NOSTRE VITE – Mark West, professore di letteratura inglese presso l’Università del North Carolina, a Charlotte, dice che per una persona che legge abitualmente libri di narrativa la lettura è un modo per fuggire dalla realtà. “Un libro di fiction ti fa evadere dal tuo mondo e ti proietta in uno molto più eccitante”, afferma. Lo studio dell’Università dell’Ohio, però, suggerisce che leggere un romanzo non sia semplicemente un modo per “perdersi” in un’altra realtà. A volte i lettori adottano un diverso modo di agire, di pensare e sentire per imitare i personaggi di cui leggono le avventure, e gli studiosi ritengono che questo processo possa portare cambiamenti reali nella vita e nella personalità del lettore. I ricercatori non sono sicuri di quanto questo cambiamento possa essere duraturo. Quanto più si entra in connessione con un personaggio, comunque, tanto più il cambiamento di personalità tenderà a essere stabile. Rileggere un libro più volte è dunque uno dei fattori che può rafforzare il cambiamento.
PROVE SPERIMENTALI – A sostegno  del principio che le letture tendono a produrre cambiamenti reali nelle nostre vite ci sono i risultati di diversi esperimenti. Per esempio, persone che avevano letto un romanzo in cui il protagonista era gay, alla fine del libro tendevano ad avere una considerazione migliore e comportamenti più rispettosi nei confronti degli omosessuali rispetto agli altri. O ancora, quelli che avevano letto un libro in cui il protagonista doveva combattere una serie di battaglie e superare molti ostacoli per guadagnarsi il diritto di voto erano più propensi ad andare a votare nelle successive elezioni rispetto agli altri.
IL RISCHIO – Gli psicologi sostengono anche che quei lettori che più tendono a trasformare il loro comportamento ispirandosi a una storia di finzione possono avere un debole senso di identità. “Sono allo sbando nel mondo reale e cercano un ‘posto’ cui sentirsi ancorati”, afferma lo psicologo Bob Barret. Questo meccanismo può risultare positivo se l’eroe o l’eroina della storia è un personaggio coraggioso, saggio e nobile d’animo. C’è però il rischio che il lettore si senta legato a un personaggio con una psicologia malvagia, il che potrebbe portarlo a simpatizzare, giustificare o persino imitare pensieri e azioni negative. Barret sostiene che un lettore può identificarsi con un personaggio negativo perché, normalmente, questo gli consente di esprimere un sentimento represso di rabbia, ma c’è il pericolo, aggiunge, che questa identificazione si traduca in atti inappropriati e distruttivi da parte di quella persona.
COME EVITARE IL PERICOLO – È vero che questo accade soltanto in casi estremi, spesso in presenza di malattie e disagi mentali. Tuttavia questa consapevolezza ci fa considerare in maniera di versa i libri che abbiamo sui nostri scaffali. Il problema si pone soprattutto per i genitori: cosa far leggere ai propri figli? Se un bambino legge solo libri pieni di mostri, demoni, lotte, questo potrebbe portarlo a imitare comportamenti violenti. La soluzione, raccomanda West, non è però impedire che i bambini leggano questo genere di libri, ma assicurarsi che tra le loro letture vi siano altrettanti libri che raccontino storie di genere diverso. Mettendo davanti ai loro occhi l’esempio di molti grandi eroi e altrettanti personaggi malvagi, si sviluppa il loro senso critico e li si invita a scegliere. Lo stesso consiglio vale anche per gli adulti. Con l’avvertenza che, quando si legge una storia, bisogna stare attenti a non smarrire mai il senso della realtà: certe cose devono rimanere solo sulla pagina scritta!
Fonte: Libreriamo
Giulia Gentili

I 4 libri italiani più letti all’estero

Secondo la classifica di Wikipedia dei libri più venduti di sempre, Umberto Eco, Carlo Collodi, Susanna Tamaro e Dante Alighieri sono i “Fantastici 4” della nostra letteratura, ovvero gli autori italiani che hanno venduto più copie delle loro opere nel mondo
MILANO – Quali sono gli “eroi” della letteratura italiana, ovvero gli autori italiani più noti, quelli che hanno saputo conquistare il mercato estero e piazzare le loro opere tra i libri più venduti di sempre? Secondo la classifica di Wikipedia, l’avanguardia della nostra letteratura nel mondo è rappresentata dalla squadra dei “Fantastici 4” – come abbiamo voluto scherzosamente chiamarli prendendo a prestito il titolo del famosissimo fumetto della Marvel Comics, poi diventato film, che racconta le imprese di quattro supereroi.
 
A condurre la squadra è Umberto Eco con “Il nome della Rosa” – con una stima di 50 milioni di copie vendute –, 19simo nella top 100 di Wikipedia dei libri più venduti nel mondo. Il romanzo è il primo scritto dal celebre semiologo italiano ed è uscito per la prima volta nel 1980. L’opera è ambientata nel 1327 in un monastero benedettino del Nord Italia, dove si svolge nell’arco di sette giornate. Nella finzione a raccontare è il monaco Adso da Melk, che da anziano ricorda l’avventura vissuta quando ancora era novizio, insieme al suo maestro Guglielmo da Baskerville. Il libro ha potere di avvincere il lettore a una trama in cui l’autore sa mescolare magistralmente spunti tratti da generi diversi, dal giallo deduttivo al romanzo storico, dalle atmosfere gotiche ai toni della grande epica. Il risultato è una storia capace di esercitare una grande fascinazione, tanto da ispirare un film divenuto pietra miliare nella storia del cinema – “Il nome della Rosa” di Jean-Jacques Annaud, interpretato da Sean Connery nelle vesti di Guglielmo da Baskerville e da Christian Slater in quelle di Adso. Il romanzo, premio Strega nel 1981, è anche stato selezionato tra “I 100 libri del secolo di Le Monde”.
Secondo tra gli italiani e 33simo in assoluto è Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini) con “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, pubblicato per la prima volta nel 1881 – con una stima di 35 milioni di copie vendute. Negli anni Settanta lo scrittore Luigi Santucci parlava, in base a una sua ricerca, di 220 traduzioni dell’opera in altrettante lingue – il che faceva del romanzo, all’epoca, il libro italiano più conosciuto e tradotto nella storia della nostra letteratura –, mentre alla fine degli anni Novanta la Fondazione Nazionale Carlo Collodi calcolava più di 240 traduzioni. La storia del burattino di legno che alla fine, dopo innumerevoli peripezie ed errori, riesce a diventare un ragazzino vero in carne e ossa ha il potere di avere un alto valore simbolico e pedagogico per i lettori di ogni epoca e luogo. Questa caratteristica l’ha reso particolarmente adatto a essere interpretato come un classico della letteratura per ragazzi – complice anche la celeberrima trasposizione cinematografica animata della Walt Dinsey. Come sottolineato a suo tempo anche da Benedetto Croce, però, il libro appartiene a buon diritto alla schiera dei grandi capolavori della letteratura in assoluto, non solo di quella per ragazzi.
Sul terzo gradino del podio italiano, 88esima nella top 100 di Wikipedia, si piazza invece Susanna Tamaro con “Va’ dove ti porta il cuore”, uscito nel 1994 – con una stima di 14 milioni di copie vendute. Il libro ha la forma di un romanzo epistolare e raccoglie le lettere scritte da Olga, ormai anziana e malata, alla nipote, da lei cresciuta in seguito alla morte della figlia, ora diciottenne e trasferitasi in America. A lei Olga sente il bisogno di confidare i segreti nascosti della loro storia famigliare, e temendo di non avere abbastanza tempo per rivederla le lascia questa sorta di diario. Il libro ha il potere di raccontare con grande forza e intensità i sentimenti più profondi e anche contraddittori che si intrecciano all’interno di una famiglia, nella cornice di una trama complessa, che ripercorre le vicende di quattro generazioni: questo ne ha fatto un vero e proprio “Caso letterario”, molto amato dal pubblico. Nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, al Salone del Libro di Torino “Va’ dove ti porta il cuore” è stato inserito tra i 150 “Grandi Libri” che hanno segnato la nostra storia. Anche di questo romanzo  esiste una trasposizione cinematografica, per la regia di Cristina Comencini.
Appena fuori dalla top 100 dei libri più venduti di sempre, al 101simo posto della classifica e quarto tra gli italiani – “last but not least” – troviamo il più grande maestro della nostra letteratura, Dante Alighieri con la “Divina Commedia”. Secondo la stima, l’opera ha venduto tra 11 e 12 milioni di copie, ma, sottolineiamo, la cifra considera soltanto le copie vendute nel XX secolo. L’opera infatti, un poema in terzine che narra del “viaggio” di Dante nei tre regni dell’al di là, Inferno, Purgatorio e Paradiso, è stata composta tra 1304 e 1321 e ha dimostrato di saper sopravvivere a centinaia di anni di Storia, iscrivendosi tra i più grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi.
 
Fonte: Libreriamo
Giulia Gentili

 

I libri del mese – Settembre 2013

Gerusalemme. Una storia di Franco Cardini (il Mulino)


“…questa non è una città: questa è la vita di ciascuno di noi, che a volte c’illude e a volte ci fa disperare, a volte ci sembra irreale, a volte inutile. La nostra avventura interiore, il nostro eterno viaggio, la nostra vera crociata, è la conquista di un senso da dare alla vita. Questa è la Gerusalemme della quale abbiamo bisogno, alla quale aspiriamo.” Meta di pellegrini da tutto il mondo, al centro di una contesa millenaria, Gerusalemme è la città santa per le tre grandi fedi monoteiste. Franco Cardini guida i lettori in una passeggiata avvincente, viatico per chi ha solo un giorno per visitarla o per chi vuole trascorrerci la vita intera.

Ne parlano con l’autore Alvaro Cacciotti, Massimo Pazzini, Silvia Ronchey.

La moglie di Jhumpa Lahiri (Guanda)

Nati in un sobborgo di Calcutta negli anni dell’indipendenza indiana, i fratelli Subhash e Udayan si somigliano tanto che perfino i parenti li confondono, ma sono l’uno l’opposto dell’altro. I loro percorsi divergono inesorabilmente: Subhash intraprende una tranquilla carriera di studioso negli USA, mentre Udayan contravvenendo alle tradizioni sposa Gauri, una giovane studentessa. La tragedia che irrompe nelle loro vite riunisce i loro destini. E Gauri, donna forte indipendente, insieme alla bambina che porta in grembo, incarna il legame indissolubile tra i due fratelli. Al centro di una storia travolgente di sentimenti e abbandoni, fughe e ritorni.
Interviene Francesca Marciano, letture di Elena Cantarone, modera Maria Ida Gaeta. Sarà presente l’autrice.


Urbino, Nebraska di Alessio Torino (minimum fax)
1987: tra le mura di Urbino due sorelle, Ester e Bianca, vengono trovate morte sulla panchina di un parco pubblico, con l’ago in vena. Dieci, venti anni dopo, oggi, Ester e Bianca vivono ancora nelle storie di tante persone comuni. Una studentessa universitaria vorrebbe portare conforto alla loro anziana madre. Giovani musicisti sembrano ispirarsi alla loro collezione di dischi. Uno scrittore fallito le mette in un romanzo. Composto da quattro brani legati dal filo rosso della storia di Ester e Bianca, il nuovo romanzo di Alessio Torino racconta un luogo fisico, Urbino, che diventa luogo universale del cuore.
L’autore presenta il romanzo insieme a Goffredo Fofi. Letture di Valerio Mastandrea.

 


Il nuotatore di Paolo Cognetti. Illustrazioni di Mara Cerri (Orecchio Acerbo Editore)
Uno scrittore trascorre l’estate a cercare un racconto. In un’atmosfera rarefatta, tra sogno e veglia, ogni notte una storia si delinea nel sogno e la mattina, al risveglio, svanisce. In una notte afosa, il sogno di un racconto ha inizio: un ragazzino in riva a uno stagno, in una vecchia cava, mette alla prova se stesso. Con la sua la squadra deve tuffarsi da un trampolino. I timori del ragazzo si confondono con quelli dello scrittore, che non sa nuotare, non ama le profondità. Ma il ragazzo si rivela una creatura marina… Lì, sul fondo, scrittore e ragazzo si fissano negli occhi e riconoscono le proprie reciproche paure. Ora il ragazzo è pronto a tornare in superficie e a respirare. Verso il risveglio.
Scritto da Paolo Cognetti per Mara Cerri, in un progetto di graphic novel che può definirsi un libro a quattro mani. Saranno presenti gli autori.

Carnacki. L’indagatore dell’occulto di William Hope Hodgson (Manni).
Fra camere stregate e manieri infestati da spettri, dove si odono sibili sinistri e presenze d’oltretomba, Thomas Carnacki conduce le sue indagini al confine fra l’étrange e il merveilleux. Senza mai tralasciare un approccio razionale e senza celare le proprie paure, ricorre a strumenti stravaganti e formule arcane. E ogni volta scioglie il mistero. Oppure, più semplicemente, svela astuti inganni. Appartenente alla schiera di ghost hunters e occult detectives nati in area anglofona tra il XIX e il XX secolo, Carnacki è il protagonista di nove racconti: appassionanti avventure narrate dopo cena ai soliti amici nel suo studio di Chelsea, a Londra, tra una boccata di pipa e l’altra.
Con il curatore Gabriele Scalessa intervengono Osvaldo Avallone, Cristiano Spila e Fabio Camilletti. Letture di Franco Onorati.

Filosofia dell’osceno televisivo di Carmine Castoro (Mimesis)
Cosa lega i talent show dove l’arte si mescola al televoto, le telecronache di calcio dense di morbosi dettagli tecnici, i reality dei finti amori e del dolore spettacolarizzato, i format dei fornelli, dei malati in presa diretta e dei “ciccioni” che faticano a fare la dieta? È l’osceno: quel regime dell’indistinto, dell’equidistanza fra realtà e simulazione, fatto vissuto e macchina dell’apparire che è oggi la versione più preoccupante del sistema dei media.
All’incontro interviene Vittorio Castelnuovo. Sarà presente l’autore.

Pitturare il volto. Il Trucco, l’Arte, la Moda di Patrizia Magli (Marsilio)
Il trucco è il principale mezzo attraverso cui mostriamo agli altri la nostra identità. Il libro ne esplora l’universo, dalle pitture tribali al trucco cinematografico, dal velo di cipria al velo come elemento religioso, fino alle ultime tendenze della contemporary face. Intreccio di pratiche, di mode, di elementi culturali, il trucco rivela il rapporto complesso tra il viso nudo e l’immagine che ciascuna donna vuol dare di sé. Ci si trucca per mimetismo, per evocazione, per plagio. Ma anche e soprattutto per il piacere di cambiare e il desiderio di differenziazione individuale, contro la standardizzazione dei modelli.
Insieme all’autrice saranno presenti Manuela Fraire, Daria Galateria e Livia Ravera.

Fonte: Incontra Giovani

Giulia Gentili

I 10 consigli per non perdere dopo le vacanze il “vizio di leggere”

Settembre è appena iniziato, ma le vacanze sembrano già un lontano ricordo sbiadito e la routine quotidiana ha già implacabilmente iniziato a erodere le ore che solo pochi giorni fa avevamo a disposizione per i nostri libri. Ma per non rinunciare del tutto alle buone abitudini delle vacanze, ecco i dieci consigli del Guardian per continuare a coltivare la passione per la lettura anche nei mesi lavorativi.
I dieci consigli per non perdere dopo le vacanze il ''vizio di leggere''  Guardian, fine dell'estate, settembre, libri, lettura libreriamo.it - recensioni libri
1. Con un bicchiere e qualche pagina al giorno, è come stare in spiaggia. Sfortunatamente, una volta terminato il tempo della siesta è difficile che il ricordo di quando ce ne stavamo sdraiati sul materassino cullati dalle onde, con un libro in una mano e una birra nell’altra, possa continuare a scaldarci. Ma si può sempre studiare un programma di “lettura parcellizzata”, conservando alcuni momenti della giornata per leggere qualche pagina accompagnata da un bicchiere, in modo da tener vivo il fuoco della relazione tra un buon libro e la bottiglia. E se avete problemi di forza di volontà, lasciate che siano Francis Scott Fitzgerald o Richard Yates a indirizzarvi sulla retta via.
2. Spegnete la tv.  E non iniziate mai “Breaking Bad” o qualche altra serie televisiva! Se è troppo tardi e ormai ne siete dipendenti, cosa ne dite di provare con Dickens? Dopo tutto il suoi libri sono un po’ “le serie tv della letteratura”.
3. Soppesate bene le vostre letture. Se tenete al comodino di fianco al vostro letto, evitate di accumularci sopra una pila di “mattoni” da mille pagine l’uno che difficilmente riuscirete mai a leggere.
4. Comprate un ereader con schermo illuminato. In questo modo non avrete più scuse per non portare sempre i vostri libri con voi e da nessuna parte sarà troppo buio per leggere-
5. Coltivate l’interesse per la poesia. Tenete sempre un piccolo volume di poesie in borsa e spargetene un po’ in quei… luoghi che visitate regolarmente nella giornata. Dieci minuti con Séamus Heaney, il poeta nordirlandese scomparso lo scorso 30 agosto, valgono più di una vita intera in compagnia di qualche altro scrittore minore.
6. Alzatevi al canto del gallo… In questo modo guadagnerete una mezz’ora tra il momento del risveglio e quello della colazione, l’ideale per dedicarsi alla lettura di racconti.
7. … e amate la vostra insonnia! Quelle “ore piccole” tra le 3 e le 5 del mattino sono perfette per leggere, che si tratti di un romanzo rosa – un libro di Joanna Trollope magari – o di qualcosa più in tono con le lunghe, oscure notti dell’anima – una lettura come “L’anatomia della malinconia” di Robert Burton per esempio.
8. Provate con gli audiolibri. Sono perfetti per i “multi-tasking”: niente di meglio che portare a passeggio il cane con il lettore MP-3, impostato su una velocità dell’audio un po’ più alta di quella standard. Ma attenzione: ascoltare un audiolibro richiede un po’ più di tempo che leggere da soli.
9. Entrate a far parte di un gruppo di lettura. Funziona soprattutto con quei libri che si fa fatica a finire, quando si ha bisogno di essere spronati.
10. Scegliete un libro che vi tenga incollati alla trama. La suspence è amica del lettore. Che sia un libro ricco di capovolgimenti e colpi di scena come “L’amore bugiardo” di Gillian Flynn, o qualsiasi altro libro che incontra la vostra sensibilità, se siete abbastanza coinvolti tirerete dritto fino alla fine.
Fonte: Libreriamo
Giulia Gentili

A Madrid, una libreria totalmente gratuita

A Madrid, tra le stazioni della metro di Alonso Martinez e Bilbao è nato un non-negozio: una libreria totalmente gratuita. Il progetto è ispirato alla The Book Thing in Baltimore (1999) e il suo obiettivo è quello di migliorare l’educazione, promuovendo l’accesso alla cultura.

“Questo libro è libero,

non si acquista e non si vende”

Una iniziativa che è anche una forma di resistenza: nessuna crisi, infatti, potrà intaccare il vostro amore per i libri.Questo spazio è aperto a tutti coloro che sono appassionati di lettura, ma anche a semplici curiosi e lettori di passaggio in crisi d’astinenza.

Non serve essere abbonati alla libreria per poter prendere dei libri: si può collaborare in diversi modi, consentendo così la continuazione del progetto.

Le cose che si possono fare sono:
  • Abbonarsi con una quota di 12 euro annui
  • Donare libri, dizionari, materiale scolastico
  • Offrirsi come volontari per lavorare nella libreria
  • Portare… cibo! Una torta casereccia, tè, caffè…
  • Fare lezioni e organizzare corsi
  • Effettuare donazioni

Libros Libres è un progetto sviluppato da Grupo 2013, una ONG che si occupa di insegnare a bambini a rischio di esclusione sociale. 

Francesca Ciccaglione