I finalisti del prestigioso Booker Prize

13_man_booker_prizeMartedì 10 settembre sono stati annunciati i sei finalisti del Man Booker prize for fiction, o Booker prize, il premio letterario più prestigioso del Regno Unito. Il premio viene attribuito ogni anno al migliore romanzo scritto in lingua inglese da un autore britannico, irlandese o di un paese del Commonwealth.

Questi i sei libri finalisti (qui c’è una recensione per ogni opera):

  • We need new names (Chatto & Windus) di NoViolet Bulawayo, autrice dello Zimbabwe che nel 2011 ha vinto il Caine prize for african writer per il racconto breve Hitting Budapest.
  • The luminaries (Granta) di Eleanor Catton, autrice neozelandese che nel 2007 ha vinto l’Adam award e nel 2009 il Betty trask award con il suo romanzo d’esordio The rehearsal.
  • Harvest (Picador) di Jim Crace, autore britannico che ha scritto, tra gli altri, Una storia naturale dell’amore, vincitore del National book critics circle fiction award nel 2009.
  • The lowland (Bloomsbury) di Jhumpa Lahiri, autrice indoamericana che nel 2000 ha vinto il premio Pulitzer con la sua opera di esordio, la raccolta di racconti L’interprete dei malanni.
  • A tale for the time being (Canongate) di Ruth Ozeki, scrittrice, regista e monaca buddista che ha vinto l’American book award per All over Creation e il Kiriyama prize per Carne.
  • The testament of Mary (Penguin) di Colm Tóibín, scrittore e giornalista irlandese candidato altre due volte al Booker prize per Il faro di Blackwater e The master.

Il vincitore del premio, che prevede un compenso in denaro di 50mila sterline, sarà annunciato durante una cerimonia a Londra il 15 ottobre.

Questo il commento del sito ufficiale del premio:

I sei libri in lista non potrebbero essere più diversi. Sono stati scritti da autori provenienti da Nuova Zelanda, Inghilterra, Canada, Irlanda e Zimbabwe, e ognuno ha un carattere molto distintivo. I testi spaziano dalle 832 pagine di The luminaries di Eleanor Catton alle 104 pagine di The testament of Mary di Colm Tóibín. Sono ambientati in epoche che vanno dal Medio Oriente biblico (Tóibín) allo Zimbabwe contemporaneo (NoViolet Bulawayo), dalla Nuova Zelanda dell’ottocento (Catton), all’India degli anni sessanta (Jumpha Lahiri), l’Inghilterra rurale del settecento (Crace) e la Tokyo moderna (Ruth Ozeki). L’autore più anziano della lista, Jim Crace, ha 67 anni, la più giovane (la più giovane finalista di sempre), Eleanor Catton, ne ha 28. Colm Tóibín ha scritto più di quindici libri, The luminaries è solo il secondo di Catton.

L’ultima edizione era stata vinta da Anna Bolena, una questione di famiglia di Hilary Mantel.

Tra gli scrittori che hanno ricevuto il Booker prize ci sono John Berger, Margaret Atwood, Ian McEwan, Kazuo Ishiguro, Salman Rushdie. The beggar maid di Alice Munro è l’unica raccolta di racconti brevi a essere mai stata inserita nella rosa dei candidati.

Fonte: Internazionale 

Francesca Ciccaglione

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