Un buon libro non ha prezzo

Prima leggi, poi paghi: nasce la collana Il Filo della Fiducia.

Il filo della fiducia

Le cose stanno così: sborsare 15 euro (in media) per un libro appena uscito può far storcere il naso a qualcuno, ma non al lettore forte, che ad aspettare un’eventuale edizione economica non ci pensa proprio, figuriamoci farselo prestare da un amico o comprarlo il mese dopo. E quindi alla fine, sì, i 17 euro li tira fuori perché si fida del suo intuito o della recensione che ha letto in rete, e sa che il suo sforzo economico sarà ampiamente ripagato dal piacere di leggere una storia intrigante/controversa/profonda/surreale. E però: come si attirano i lettori meno forti, tra i quali figurano gli indecisi («Lo compro o non lo compro? Ma non sarà meglio uscire a mangiare una pizza?») e i tremebondi («Oddio, e se poi non mi piace?»)? La piccola ma combattiva casa editrice romana Progetto Cultura si ingegna come può. Prima si è inventata l’assicurazione sul libro (pagando 5 euro in più, si ha diritto alla sostituzione del volume con un altro di, si spera, maggior gradimento), ora lancia la collana Il filo della fiducia, fondata su un principio molto semplice: il prezzo del libro lo decide il lettore.

Il primo titolo è Antologia di racconti, che raccoglie i contributi di dodici autori di diversa provenienza (dagli esordienti ai più esperti), selezionati attraverso un concorso letterario. Funziona così: il libro si può scaricare in ebook (tutti gli indirizzi) o ritirare a Roma nella libreria mangiaparole (chiedete di Marco e non dimenticate la parola d’ordine «Chi legge libri mangia parole»); una volta letto, si paga tramite Paypal un prezzo direttamente proporzionale alla soddisfazione ricavata dalla lettura (della raccolta o del singolo racconto). Vi è piaciuto poco? Pagate due euro. Vi è piaciuto abbastanza? Sei euro, grazie. Vi è sembrato superlativo? Sono 50 euro. L’intenzione è quella di creare un rapporto di fiducia tra editori, autori e lettori, che possono monitorare costantemente la classifica di gradimento on line (al momento stravince il racconto Colori) e smarcarsi da certe strategie di marketing che lo relegano negli oscuri territori dei famigerati “casi editoriali”. L’esperimento è interessante. Approviamo e rilanciamo: a quando un all you can read per lettori famelici?

Per saperne di più clicca qui!!!

Fonte: Marie Claire

 

Giulia Gentili

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