Nati per leggere

44c31678c3bb115e5a43543777be8365uniqueidcmcimage1La familiarità con la lettura si crea soprattutto nei primi mesi di vita. Come suggerisce la filastrocca dei «Nati per leggere» di Bruno Tognolini, chiamare per nome ogni cosa, significa fare realtà, mettere al mondo mondi di esistenza: «Leggimi subito, leggimi forte / Dimmi ogni nome che apre le porte / Chiama ogni cosa, così il mondo viene / Leggimi tutto, leggimi bene / Dimmi la rosa, dammi la rima / Leggimi in prosa, leggimi prima».

Esporre precocemente i bambini alla lettura può rappresentare una strategia di cura educativa e fornire significative occasioni per lo sviluppo affettivo e cognitivo. Recenti ricerche scientifiche dimostrano come leggere con continuità ad alta voce ai bambini, ancor prima che vadano a scuola, abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra il bambino e le figure significative che, tra le altre funzioni, hanno anche quella di «presentare» il mondo al bambino), sia cognitivo (si sviluppano più precocemente la comprensione del linguaggio, la capacità di lettura, le capacità organizzative ed espressive del pensiero).

Inoltre si costituisce e si rafforza nel bambino l’abitudine a leggere che verosimilmente manterrà nelle età successive. Solo chi è «educato a leggere» continuerà a sentire il bisogno di farlo per il resto della vita, mantenendo aggiornate, efficienti e flessibili le proprie conoscenze, in un processo di «auto-educazione permanente», indispensabile per interpretare una realtà complessa in continuo mutamento.

Se è vero che tutti i genitori desiderano che il proprio bambino impari presto e bene a leggere e a scrivere, è pur vero che il successo scolastico è anche legato al tipo di rapporto che il bambino instaura, fin dai primi anni di vita, con la parola ascoltata dalla voce dell’adulto. «Il bambino impara perché crede agli adulti. Il dubbio viene dopo la credenza», sosteneva il filosofo e logico austriaco Ludwig Wittgenstein. Un aspetto interessante riguarda in particolare, il rapporto tra lettura al bambino e attaccamento. In accordo alla teoria dell’attaccamento elaborata da John Bowlby, ai fini del processo di apprendimento, conta molto la qualità del legame con l’adulto (genitore, educatore, insegnante, terapeuta). Patricia Crittenden ha descritto alcune configurazioni di attaccamento come «configurazioni di elaborazione mentale dell’informazione» che integrano in vario grado informazioni basate sulla cognitività e sull’affettività.

L’adulto offre al bambino uno spazio mentale dove è possibile l’apprendimento e la ricerca di significato, permettendo al bimbo di decentrarsi da se stesso e dai suoi bisogni immediati. Un adulto che legge ad un bambino compie un duplice atto d’amore: da un lato avvicina il piccolo alla lettura, dall’altro gli dedica tempo e attenzioni. La lettura ed il commento di storie, meglio se efficacemente illustrate, rappresenta inoltre una opportunità a livello pedagogico, poiché la descrizione dei personaggi e delle loro azioni aiuta la coppia bambino-educatore (o bambino-terapeuta) a costruire (o ricostruire) e decostruire i passaggi dalle sensazioni alle emozioni ai pensieri.

Questi obiettivi sono al centro dell’iniziativa «Nati per leggere». È un progetto, partito nel 1999, che promuove la lettura ad alta voce fra i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. «Nati per leggere» nasce dall’alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso l’Associazione Culturale Pediatri (che riunisce circa tremila pediatri italiani con fini esclusivamente culturali), l’Associazione Italiana Biblioteche- AIB (che associa oltre quattromila tra bibliotecari, biblioteche, centri di documentazione, servizi di informazione operanti nei diversi ambiti della professione) e il Centro per la Salute del Bambino Onlus, che ha come fini statutari attività di formazione, ricerca e solidarietà per l’infanzia, con una particolare attenzione ai gruppi più svantaggiati.

Il progetto è attivo su tutto il territorio nazionale e si sviluppa attraverso progetti locali che coinvolgono i comuni italiani. I progetti locali sono promossi da bibliotecari, pediatri, educatori, enti pubblici, associazioni culturali e di volontariato. I bibliotecari inventano spazi in cui i genitori con bambini piccoli possono incontrarsi e organizzano letture animate, laboratori di lettura dedicati ai bambini e ai genitori.

Anche gli ambulatori, come pure, i consultori pediatrici, sono «luoghi strategici». I pediatri sensibilizzano i genitori sull’importanza della lettura ad alta voce di un libro, facendo leva sul fatto che si tratta di un’attività normale quotidiana e distribuiscono materiale divulgativo in cui le famiglie trovano consigli di lettura ed indirizzi di biblioteche in cui trovare libri adatti alla fascia d’età 0-6 anni. L’autorevolezza che di norma i genitori riconoscono ai pediatri ne fanno degli efficaci suggeritori e promotori della lettura durante i periodici controlli di salute. Al bambino viene donato un libro che vuole essere il primo stimolo per la costruzione di una piccola biblioteca personale, orientata secondo gli interessi del bambino.

Già i dati ISTAT del 2006 avevano messo in evidenza una stretta correlazione tra la presenza di una biblioteca domestica, genitori lettori-narratori, e l’amore per la lettura dei figli. I bambini e ragazzi che vivono in famiglie dove ci sono più di 200 libri hanno 3,5 possibilità in più di essere a loro volta lettori. Chi vive in una famiglia dove entrambi i genitori leggono ha 2,8 probabilità in più di essere lettore.

Riguardo alla situazione italiana, i ragazzi che possono usufruire in casa di una pur modesta biblioteca – almeno 50 libri – registrano performance scolastiche di 15 punti superiori rispetto a quelle dei loro coetanei che vivono in una casa carente di libri o in una regione con biblioteche o librerie scarsamente dotate o pressoché assenti nel territorio; verosimilmente i primi avranno maggiori possibilità di conseguire un titolo di studio più elevato, opportunità migliori di inserimento nel mondo del lavoro, e in prospettiva, redditi più elevati.

 

Fonte: La Stampa

Francesca Ciccaglione

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Giulia Gentili

 

 

Un buon libro non ha prezzo

Prima leggi, poi paghi: nasce la collana Il Filo della Fiducia.

Il filo della fiducia

Le cose stanno così: sborsare 15 euro (in media) per un libro appena uscito può far storcere il naso a qualcuno, ma non al lettore forte, che ad aspettare un’eventuale edizione economica non ci pensa proprio, figuriamoci farselo prestare da un amico o comprarlo il mese dopo. E quindi alla fine, sì, i 17 euro li tira fuori perché si fida del suo intuito o della recensione che ha letto in rete, e sa che il suo sforzo economico sarà ampiamente ripagato dal piacere di leggere una storia intrigante/controversa/profonda/surreale. E però: come si attirano i lettori meno forti, tra i quali figurano gli indecisi («Lo compro o non lo compro? Ma non sarà meglio uscire a mangiare una pizza?») e i tremebondi («Oddio, e se poi non mi piace?»)? La piccola ma combattiva casa editrice romana Progetto Cultura si ingegna come può. Prima si è inventata l’assicurazione sul libro (pagando 5 euro in più, si ha diritto alla sostituzione del volume con un altro di, si spera, maggior gradimento), ora lancia la collana Il filo della fiducia, fondata su un principio molto semplice: il prezzo del libro lo decide il lettore.

Il primo titolo è Antologia di racconti, che raccoglie i contributi di dodici autori di diversa provenienza (dagli esordienti ai più esperti), selezionati attraverso un concorso letterario. Funziona così: il libro si può scaricare in ebook (tutti gli indirizzi) o ritirare a Roma nella libreria mangiaparole (chiedete di Marco e non dimenticate la parola d’ordine «Chi legge libri mangia parole»); una volta letto, si paga tramite Paypal un prezzo direttamente proporzionale alla soddisfazione ricavata dalla lettura (della raccolta o del singolo racconto). Vi è piaciuto poco? Pagate due euro. Vi è piaciuto abbastanza? Sei euro, grazie. Vi è sembrato superlativo? Sono 50 euro. L’intenzione è quella di creare un rapporto di fiducia tra editori, autori e lettori, che possono monitorare costantemente la classifica di gradimento on line (al momento stravince il racconto Colori) e smarcarsi da certe strategie di marketing che lo relegano negli oscuri territori dei famigerati “casi editoriali”. L’esperimento è interessante. Approviamo e rilanciamo: a quando un all you can read per lettori famelici?

Per saperne di più clicca qui!!!

Fonte: Marie Claire

 

Giulia Gentili

Il Campiello si affida a Neri Marcorè e Geppi Cucciari

Novità nel format della serata conclusiva del Premio Campiello, in scena sabato 7 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia. La Cerimonia di Premiazione della 51esima edizione del prestigioso premio letterario, che per la prima volta verrà trasmessa in diretta su Rai 5, in differita su Rai 3, sarà condotta da Neri Marcorè e Geppi Cucciari, con la regia di Duccio Forzano.

 

Obiettivo degli organizzatori è rendere la serata finale del Premio Campiello non solo un evento di premiazioni, ma anche uno spettacolo ”pensato” per i moderni ritmi della televisione, senza tuttavia rinunciare ai tradizionali ingredienti che da sempre costituiscono la cifra stilistica del Premio.

Si tratta quindi di fare del Campiello un vero e proprio racconto televisivo, capace di enfatizzare la centralità dei libri, degli scrittori finalisti e delle loro storie, in una dimensione più confidenziale con il pubblico di telespettatori e lettori. Per ottenere tale effetto la conduzione della serata è stata affidata a Neri Marcorè e Geppi Cucciari, che sapranno offrire il giusto mix di intelligenza e coinvolgimento, contenuti alti e divertimento.

La performance dello spettacolo sarà garantita da Duccio Forzano, regista di punta della tv, già curatore di “Sanremo” e “Che tempo che fa”, e dalla collaborazione di alcuni tra i più noti autori italiani: Marco Posani, Alessandro Rossi, Luca Monarca, Gianluca Brullo e Eleonora Bujatti.

Quest’anno il Premio si è espanso su tutto il territorio nazionale, attraverso un ciclo d’incontri estivo con gli autori svoltosi tra giugno e luglio in tutta Italia e che ha visto l’ingresso in calendario delle città di Palermo e Pescara. Nell’ottica di intercettare il pubblico giovane, nei giorni conclusivi del Premio andrà inoltre in scena, per la prima volta, un evento speciale riservato al Campiello Giovani. Giovedì 5 settembre a partire dalle 19.30 a Palazzo Ducale a Venezia i cinque giovani finalisti e il vincitore del riconoscimento estero saranno coinvolti in uno spettacolo che unirà letteratura, teatro e musica. L’evento è realizzato in stretta collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. Il vincitore assoluto di questa specifica sezione del premio verrà annunciato sabato 7 settembre, nel corso della conferenza stampa di presentazione della serata finale del Premio Campiello.

Gli appuntamenti di settembre del Premio Campiello prevedono inoltre una serata di gala esclusiva venerdì 6 settembre al Casinò Municipale di Venezia con la premiazione dei finalisti. In attesa di conoscere, sabato 7 settembre sul palco del Gran Teatro La Fenice, l’opera vincitrice della 51esima edizione del Campiello, indicata da parte della Giuria dei 300 lettori anonimi.

Concorrono per la vittoria:

La caduta” (Nutrimenti) di Giovanni Cocco,

Geologia di un padre” (Einaudi) di Valerio Magrelli,

Tentativi di botanica degli affetti” (Bompiani) di Beatrice Masini,

L’amore graffia il mondo” (Mondadori) di Ugo Riccarelli (scomparso lo scorso luglio),

 L’ultimo ballo di Charlot” (Sellerio) di Fabio Stassi.

 

Che cos’è il Premio Campiello? 

Il Premio Campiello, istituito nel 1962 dagli Industriali del Veneto, è promosso e gestito dalla Fondazione Il Campiello, composta dalle sette Associazioni Industriali del Veneto e dalla loro Confindustria regionale. È la più importante iniziativa in campo culturale promossa da Confindustria Veneto ed uno dei pochi casi di successo in Italia di connessione concreta e strategica tra mondo dell’impresa e della cultura. Nel corso degli anni il Premio ha raggiunto il vertice delle competizioni letterarie italiane.

 

Fonte: La Stampa

Giulia Gentili

I consigli di lettura di Francis Scott Fitzgerald!

Il 1936 fu per Francis Scott Fitzgerald forse l’anno più nero della sua vita. Stava combattendo contro alcolismo e depressione, dovuti all’insuccesso dell’ultimo romanzo, Tenera è la notte, e alle cattive condizioni finanziarie. La rivista Esquire pubblicò proprio in quei mesi tre toccanti articoli in cui lo scrittore confessava il suo profondo stato di malessere (raccolti dopo la morte in un saggio, The Crack Up).

Mentre si trovava convalescente in un hotel di Asheville, nel North Carolina, strinse amicizia con Miss Dorothy Richardson, l’infermiera che si prendeva cura di lui e che tentava di mantenerlo sobrio. Fitzgerald volle omaggiarla (ed educarla alla buona lettura) dettandole una lista di libri che considerava essenziali.

“Questi sono i libri che secondo il pensiero di Scott dovrebbero essere letture obbligatorie”, dice la nota scritta da Miss Richardson in cima al prezioso elenco, che è stato da poco ritrovato e del quale si può vedere una foto sul sito Open Culture .

Ecco dunque dal passato la specialissima lista di consigli di lettura, firmata da uno dei più grandi scrittori del Novecento.

Nostra sorella Carrie – Theodore Dreiser
Vita di Gesù – Ernest Renan
Casa di bambola – Henrik Ibsen
Winesburg, Ohio – Sherwood Anderson
Il racconto delle vecchie – Enoch Arnold Bennett
Il falco maltese – Dashiell Hammett
Il rosso e il nero – Stendhal
Tutti i racconti – Guy De Maupassant
An Outline of Abnormal Psychology – Murphy Gardner
I racconti – Anton Cechov
The Best American Humorous Short Stories – antologia del 1920
Vittoria – Joseph Conrad
La rivolta degli angeli – Anatole France
Le opere teatrali di Oscar Wilde
Santuario – William Faulkner
All’ombra delle fanciulle in fiore – Marcel Proust
I Guermantes – Marcel Proust
Dalla parte di Swann – Marcel Proust
Vento del sud – Norman Douglas
The Garden Party – Katherine Mansfield
Guerra e pace – Lev Tolstoj
John Keats and Percy Bysshe Shelley: Complete Poetical Works – raccolta di poesie

Fonte: Panorama

Francesca Ciccaglione

40 Trashy Novels You Must Read Before You Die!

First things first: the history of the novel is already tangled up with the notion of “trash.” Peruse the great 19th-century realist novels — particularly Jane Austen’s, say — and you’ll catch characters insulting each other’s reading habits. But there are a lot of reasons to read other than intellectual elevation. Relaxation is one; keeping up with what everyone else is reading is another. Here are 40 of the greatest trashy books written in the last hundred years that, if you’re not looking for perfect prose, will surely decrease muscle tension over a weekend, or on vacation. These books aren’t perfect, but each has some kind of hook — either unexpectedly good construction, entertainingly inventive salaciousness, or historical import in and of itself. Enjoy!

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Peyton Place by Grace Metalious

Grace Metalious’s 1956 classic of love, sex, and domestic violence in a tiny New England Hamlet was so scandalous that it was banned in Rhode Island. Best scene:

“Is it up, Rod?” she panted, undulating her body under his. “Is it up good and hard?”

“Oh, yes,” he whispered, almost unable to speak. “Oh, yes.”

Without another word, Betty jackknifed her knees, pushed Rodney away from her, clicked the lock on the door and was outside of the car.

“Now go shove it into Allison MacKenzie,” she screamed at him.

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Zoya by Danielle Steel

Possibly the one actually kind of interesting Steel novel, it follows a minor member of the Romanov family to exile in America. She is a poor ballerina in France for awhile, then marries a soldier who dies. Then she marries rich, then watches as the fortune crumbles with the Great Depression. Along the way one of her kids gets super-spoiled. Rinse, repeat, forget completely about afterwards, but then you will finally have read one of her novels like probably half of the American population and it will have been a relatively painless experiment.

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My Sweet Audrina by V.C. Andrews

A lot of people I solicited for input on this list said, “Oh, Flowers in the Attic, of course,” but this choice flagged them to me as rank amateurs in the matter of V.C. Andrews. The weirdest, trashiest V.C. Andrews is notFlowers — even the later books in the series, which are far weirder than the first — but rather My Sweet Audrina, in which a seven-year-old with a serious brain-fog problem is raised to replace a dead elder sister. In the woods there’s a beautiful boy living with his amputee mother who knows the real story of the First Audrina’s death. Representative quote: “What is normal? Normal is only ordinary; mediocre. Life belongs to the rare, exceptional individual who dares to be different.”

 

 

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Lace by Shirley Conran

I recommend this on the strength of my good friend and trash expert Sarah Hughes. Conran’s last name comes from her brief marriage to Terrence Conran, of the British Crate-and-Barrel precursor the Conran Shop. Like ye olde Sex and the City, the book features four friends who have risen to the very top of their big-city-cliché professions: fashion, PR, interior decorator, and, you know, war reporting. And then charts the disintegration of their love and sex lives. Plus they’re all British. The precursor to Bridget Jones, except apparently quite a bit braver.

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Scruples by Judith Krantz

Scruples is set in Los Angeles, and the title refers to the name of the proto-Kitson boutique that saves her life. The protagonist’s name is Wilhelmina Hunnewell Winthrop. Do you really need more?

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The Plains of Passage by Jean Auel

A lot of people would say to start with The Clan of the Cave Bear, but Jean Auel’s “sex-among-the-cave-people epics” (that’s Stephen King’s term) are so repetitive you probably don’t need the context of the earlier books to understand this, the fourth one. Which, by the way, is chock full of long descriptions of Pleasures, considerations of the import of Pleasures, and segues like this one:

Suddenly he felt an urge to do more than compare skin tones. It pleased him to know that if he wanted to share pleasures with her right them, she would be willing. There was comfort in that too. It wasn’t necessary to seize every opportunity.

Indeed.

Best of Everything

The Best of Everything by Rona Jaffe

The author took a journalistic approach to writing this young-women-climb-the-publishing-ladder epic, interviewing over 50 women. But the result isn’t just dry sociology; The Best of Everything, I’d say, is in the class of “actually kind of well-written trash,” though perhaps my view is skewed here by the fact that Rona Jaffe’s estate now sponsors a good literary prize for women. It enjoyed a brief revival when peak Mad Menmadness was on.

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The Carpetbaggers by Harold Robbins

At last — trash written by a man! About the heir to an aviation fortune, whose eccentricities bear a strong resemblance to those of Howard Hughes. Per the Times review, “It was not quite proper to have printedThe Carpetbaggers between covers of a book. It should have been inscribed on the walls of a public lavatory.” But it became a bestseller and a film anyway.

Valle

Valley of the Dolls by Jacqueline Susann

Susann based her 1960s pulp classic on her own experiences as an aspiring actress, which was apparently a romp of pill-popping and porn-starring in Hollywood and New York. At first, Neely O’Hara, the eventual star, is a homebody: “I’ve got a library copy of Gone with the Wind, a quart of milk and all these cookies. Wow! What an orgy!” But by the end of the book she’s a diva monster.

 

Thorn Birds

The Thorn Birds by Colleen McCullough

It occurs to me that this priest-lust epic set in the Australian countryside was both more scandalous and less icky to think about before the recent wave of pedophilia scandals in the church. Nonetheless, Maggie Carey’s melodrama still packs a punch:

The bird with the thorn in its breast, it follow an immutable law; it is driven by it knows not what to impale itself, and die singing. At the very instant the thorn enters there is no awareness in it of the dying to come; it simply sings and sings until there is not the life left to utter another note. But we, when we put the thorns in our breasts, we know. We understand. And still we do it. Still we do it.

The Lord Won't Mind

The Lord Won’t Mind by Gordon Merrick

Merrick was a handsome former actor when he wrote this book, which was a bestseller when it was published but is now out of print. It tells the love story of Peter and Charlie, whose affair begins in college. But Charlie is always reluctant to commit. It’s love at first sight, though:

His eyes encountered Peter’s and started to move on but were held by the clear blue innocence of the boy’s regard, openly responsive, with none of the guarded defiance with which young males generally eye their own sex.

TheOtherSideOfMidnight

The Other Side of Midnight by Sidney Sheldon

Sheldon’s book can perhaps best be assessed by the quality of the prose on Wikipedia that describes it: “In America, Catherine Alexander was born to a father who had big dreams but could never achieve them. Because her mother died an early age, she never had a maternal figure to help her with female problems, and grew up to be ignorant of her beauty and sexuality.” Sheldon’s tale of female betrayal involves a retaliatory abortion and a lot of caves. It also spawned a sequel: Memories of Midnight.

 

 

Riders

Riders by Jilly Cooper

Sex and British horse people. Doesn’t the cover alone sell you?

Delta of Venus

Delta of Venus by Anais Nin

Per the author herself:

At the time we were all writing erotica at a dollar a page, I realized that for centuries we had had only one model for this
literary genre—the writing of men. I was already conscious of a difference between the masculine and feminine treatment of sexual experience. I knew that there was a great disparity between Henry Miller’s explicitness and my ambiguities—between his humorous, Rabelaisian view of sex and my poetic descriptions of sexual relationships in the unpublished portions of [my] diary..

Women, I thought, were more apt to fuse sex with emotion, with love, and to single out one man rather than be promiscuous. This became apparent to me as I wrote the novels and the Diary, and I saw it even more clearly when I began to teach. But although women’s attitude towards sex was quite distinct from that of men, we had not yet learned how to write about it.

Here in the erotica I was writing to entertain, under pressure from a client who wanted me to “leave out the poetry.” I believed that my style was derived from a reading of men’s works. For this reason I long felt that I had compromised my feminine self. I put the erotica aside. Rereading it these many years later, I see that my own voice was not completely suppressed. In numerous passages I was intuitively using a woman’s language, seeing sexual experience from a woman’s point of view. I finally decided to release the erotica for publication be- cause it shows the beginning efforts of a woman in a world that had been the domain of men.

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The Second Lady by Irving Wallace

The premise of this alone sells it: the Russians have, through extensive plastic surgery, created a replica of the First Lady. But once installed, her doppelganger discovers that mimicry is not as easy as it looks.

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The Black Moth by Georgette Heyer

Heyer is largely forgotten today (ed: in the U.S.! But we hear you, Georgette Heyer fans), but she was a big deal in her own time, principally an author of historical romances. The Black Moth’s tale of a highwayman was inspired by a sick brother.

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Lady Chatterly’s Lover by D.H. Lawrence

The banned book that arguably was among the first to mix “trash” with “literature.” Read now it’s a little tame for modern tastes.

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The Witching Hour by Anne Rice

Anne Rice’s vampire novels may be better known, but her epic about a family of witches in New Orleans is possibly quite a bit better, if only because witches must live in the modern world and therefore have a preference, as here, for dating hunky firefighters.

Hollywood Wives

Hollywood Wives by Jackie Collins

Jackie Collins made her career with this book, rumored to be only a very loosely fictionalized account of several people in Hollywood.

Bling

Bling by Erica Kennedy

All about the underbelly of the hip-hop world, and a delicious page turner I read in under a day in a park recently.

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Loves Music, Loves to Dance by Mary Higgins Clark

In the age of the Craigslist killer, this book’s alarmism about the perils of personal ads is almost quaint. But it’s probably the most elegantly constructed of Higgins Clark’s mysteries.

Comes the Blind

Comes the Blind Fury by John Saul

Horror nerds have always found much to read in the lower ends of the book trade, and one of my favorites as a kid was this book by John Saul. It’s a typical haunted-house/possession story. It’s possible that I liked it so much because the little girl at its center was named Michelle.

Strangers

Strangers by Dean Koontz

Again for horror/suspense nerds, Strangers is the book that made Koontz’s reputation. A bunch of strangers (heh) are brought together by maladies that turn out to be linked to extraterrestrial forces.

Silence of the Lambs

The Silence of the Lambs Thomas Harris

I mean, you know what this is about. David Foster Wallace taught it to his students. What greater excuse do you need?

Stepford Wives

The Stepford Wives by Ira Levin

At this point the term “Stepford Wife” is so ingrained in popular culture that it hardly seems transgressive to make fun of the empty heads of devoted housewives, but when it appeared Ira Levin’s book was taken as a strong satire of gender politics. The book actually holds up shockingly well; here’s Joanna, the heroine, dealing with a doctor to whom she’s laying out her theory:

Joanna said, “I know it sounds–” She rubbed her temple.

“It sounds,” Dr. Fancher said, “like the idea of a woman who, like many women today, and with good reason, fees a deep resentment and suspicion of men. One who’s pulled two ways by conflicting demands, perhaps more strongly than she’s aware; the old conventions on the one hand, and the new conventions of the liberated woman on the other.”

Bad Seed

The Bad Seed by William March

Now that it’s associated with a campy movie, people forget that when The Bad Seed came out in 1954 the critics loved it, and it was nominated for a National Book Award. Per The New York Times, it is an “absolutely first class novel of moral bewilderments and responsibilities nearest the heart of our decade.”

A Season in Purgatory

A Season in Purgatory by Dominick Dunne

This is Dunne’s novel about the murder of Martha Moxley, which he also wrote about extensively for Vanity Fair.

Mists of Avalon

The Mists of Avalon by Marion Zimmer Bradley

Turning Arthurian legends on their head, Bradley’s retelling through the experiences of the women behind them is a perennial bestseller and a mighty good read.

Naked Came

Naked Came the Stranger by “Penelope Ashe”

This book is actually a hoax of sorts. Penned by a group of journalists frustrated with the success of the pulpy bestseller, the book has only the loosest of plots and is chock full of sex scenes of every kind imaginable. Naturally, it sold as well as the tricksters behind it thought it would.

Gone

Gone With the Wind by Margaret Mitchell

I suspect it might be impossible to live in America without ever encountering this book, but for my money I prefer it to the movie, lack of “Frankly, my dear” notwithstanding. Completely racist, too, of course.

Outlander

Outlander by Diana Gabaldon

Big, strong, strapping Scots. Time travel. Sexual frustration. Endless fun.

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The Stand by Stephen King

The King novel which seems to be enjoying the biggest resurgence in interest lately is actually my other favorite, IT. But The Stand‘s ragtag band of community-building outsiders is due for a renaissance, I think. They botched the miniseries, but I call on HBO to take the thing on.

SHogun

Shogun by James Clavell

In my opinion, the direct equivalent to bodice-rippers is the giant Great-Man historical sagas like Shogun, which essentially express male virility myths through their conquer and control of other people. That’s why I include Clavell’s behemoth here. Also because of the unintentional comedy factor in lines like this one:

The folds of her three gossamer kimonos sighed open and revealed the misted underskirt that enhanced her loins.

Gods Little Acre

God’s Little Acre by Erskine Caldwell

When it appeared in 1933, Caldwell was actually arrested by the New York Society for the Suppression of Vice. He had written what he thought was a novel railing against the anti-labor-union movement in the South; they saw only the numerous sex scenes. It of course instantly became a bestseller.

Go Ask Alice

Go Ask Alice by “Anonymous”

Go Ask Alice was passed around my middle school like samizdat. It’s all about a young girl’s descent into drug life, and just as it spoke to me and my classmates in the early 1990s I think it still holds up. And the life of Beatrice Sparks, who wrote it, could be its own novel.

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Wifey by Judy Blume

Blume’s one truly “adult” book is as fabulous as just that description sounds.

Pillars of the Earth

Pillars of the Earth by Ken Follett

Kind of crazy that in one sense these books are power-struggle sagas about architecture. But they’re that rare Game of Thrones-type thing: a complicated, byzantine saga that is actually relaxing to read.

Queenie

Queenie by Michael Korda

Korda (who happened to be Harold Robbins’ editor, small world) wrote this novel about his aunt, the actress Merle Oberon, who was half-Indian, and her attempts to pass for white. It’s… really quite fabulous. And as far as I know, out of print. Save us, Kindle!

Beulah

Beulah Land by Lonnie Coleman

Lonnie Coleman’s Beulah Land is a sort of Gone With the Wind ripoff that was so obviously going to be a bestseller that Doubleday paid $800,000 for the paperback rights — in 1978 dollars. That would be something in the range of $3 million today. But the sort of quiet prose it’s written in is unusual for a bestseller — probably because Coleman was a respected literary novelist before he wrote this behemoth.

Hawaii

Hawaii by James A. Michener

And we end on another Great-Man epic. Even if his characters are always flat and the world-historical conceit of something like Hawaii ponderous, Michener gets a Rona-Jaffe pass from me for having founded a writer’s center at the University of Texas, Austin, that is funding some of today’s greatest writers. And he writes quite cleanly, himself.

 

Source: Flavorwire

Francesca Ciccaglione

Is 21-year-old Samantha Shannon the new J.K. Rowling?

The next J.K. Rowling? Samantha Shannon has been tipped as the new J.K. Rowling after her book, The Bone Season, was snapped up by Bloomsbury publishing

J.K. Rowling’s Harry Potter series made her the world’s most famous author, won her multiple awards, sold more than 400 million copies and were the basis for a series of films which became the highest-grossing in history.

And now, a 21-year-old author looks set to give the famed author a run for her money.

Samantha Shannon has penned a 480-page novel, The Bone Season, for which Bloomsbury publishing house – who published Harry Potter – has paid in excess of £100,000.

And that’s not all. The Bone Season is just the first in a seven-book series and the film rights have already been snapped up by the actor Andy Serkis’s company, The Imaginarium. Serkis is best known for playing Gollum in the Lord of the Rings films.

The self-proclaimed ‘geek’ told The Telegraph that she’s an avid fan of all things sci-fi and explained that she has always been a shy person who used writing as a way of withdrawing into her own imagination.

But, as with any great success story, there have been a few failures and disappointments along the way. She revealed that she spent as many as 15 hours a day glued to her computer writing her first novel, Aurora. But her 200,000 word manuscript was rejected by numerous publishing houses.

‘I felt terribly embarrassed for a start, because I’d told all my friends that I was writing this book. When they asked what had happened I had to say something about putting in on the back burner. ‘I just couldn’t see the point anymore. But the trouble was that not writing left this weird space in my life,’ she said.

Not one to give up, she began work on The Bone Season, which centres on 19-year-old clairvoyant, Paige Mahoney, who is employed by a criminal underworld to break into people’s minds and delve into their secrets.

Speaking about writing the book, she told MailOnline: ‘I was mostly an indoor girl at university. Where other students did drama or music or sport alongside their degrees, I wrote. I used to work on essays and classwork during the day and The Bone Season in the evenings.’

And it looks like her hard work and commitment paid off.

The next J.K. Rowling? Samantha Shannon has been tipped as the new J.K. Rowling after her book, The Bone Season, was snapped up by Bloomsbury publishing

After receiving compliments by lecturers who read her book at Oxford University – where she has just gained a 2.1 degree in English – she decided to send the manuscript to the only literary agent she knew: David Godwin, where she had completed a few weeks work experience over the summer. She was shocked to learn that he and his whole office loved her work and within weeks the book had been snapped up by Bloomsbury.

The Bone Season, which is set to be published in Britain on 20 August, has seen rights sold in 20 countries already.

Speaking about her overnight success, the budding author said: ‘It’s been overwhelming, to say the least. I’m a young, unknown author and there’s a lot of anticipation to live up to. ‘Having said that, it’s been great to have so much early interest in The Bone Season and I’m very grateful to reviewers and publications for spreading the word about it. ‘When I went to New York, all these people were asking me to sign advance copies of the book. ‘That was when I really felt like an author for the first time.’

However, the young author finds comparisons to J.K. Rowling harder to come to terms with. ‘That has been stressful because I love and respect J.K. Rowling’s work so much. Whenever anyone calls me the new J. K. Rowling I think, “What’s wrong with the old one?” And anyway, I think that anyone who reads my book will see that it is totally different,’ she said.

Her advice for budding writers? ‘Be open to constructive criticism, don’t be afraid to start again, and whatever you do, don’t give up at the first hurdle.’ It certainly looks like it paid off for her.

 

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Source: Daily Mail

Giulia Gentili