Non ti muovere

Per la rubrica Parole voglio presentarvi un romanzo che ho trovato bellissimo, vincitore del Premio Strega nel 2002.


I libri che preferisco sono quelli che rimangono tra i miei pensieri dopo averli chiusi…

Non ti muovere di Margaret Mazzantini è, senza dubbio, uno di questi.

Ecco alcune delle frasi più belle…

“Sei arrivata dal fondo del viale, in volata verso l’incrocio. Ce l’avevi quasi fatta, e quello della macchina ce l’aveva quasi fatta a schivarti. Ma c’era fango per terra, guano oleoso di storni in raduno. Le ruote della macchina hanno slittato dentro quella crosta sdrucciolevole, poco, ma quel poco è bastato a sfiorare il tuo scooter. Sei andata su verso gli uccelli e sei tornata giù dentro la loro merda, e insieme a te è tornato il tuo zaino con gli adesivi.”

“Un piccolo gemito ti è uscito dalle labbra insieme a un bozzolo di schiuma rosata, mentre te ne andavi dalla vita vigile. C’era traffico, l’ambulanza ha tardato. Tu non avevi più fretta. Eri ferma dentro la tua giacca di pelo come un uccello senza vento.”

“Io non mi sono mai sentito “naturale”, mi sono impegnato per esserlo, tentativi striduli, perché impegnarsi per essere naturali è già una sconfitta.”

Chi ti ama c’è sempre, c’è prima di te, prima di conoscerti.”

“Gli occhi dietro alle lacrime come due pesciolini in un mare troppo stretto.”

“La mia vita è stata tutta così… piena di piccoli segni che mi vengono a cercare.”

“Il coraggio, Angela, appartiene agli amori nuovi, gli amori vecchi sono sempre un po’ vili.”

“Non crucciarti, Italia, la vita è questa. Attimi superbi di vicinanza e poi gelide folate di vento. E se tu soffri laggiù, oltre l’ultimo faraglione di cemento, la tua sofferenza mi è ignota in questa distanza, ed è estranea. Che importa se sei gravida di un mio sputo sporco? Stanotte sei sola con il tuo bagaglio sotto la pensilina di un treno che se ne va, che hai perduto.”

“Non lo so, Angelina, dove vanno le persone quando cessano di esistere. Ma so dove restano.”

“E quando quella mano fredda, come la pietra dov’era posata, si ferma sulla mia guancia, io so che la amo. La amo, figlia mia, come non ho mai amato nessuno. La amo come un mendicante, come un lupo, come un ramo di ortica. La amo come un taglio nel vetro. La amo perché non amo che lei, le sue ossa, il suo odore di povera.”

“Ero felice, non ci si accorge mai di esserlo, Angela, e mi chiesi perché l’assimilazione di un sentimento così benevolo ci trovi sempre impreparati, sbadati, tanto che conosciamo solo la nostalgia della felicità, o la sua perenne attesa.”

“Mi sono accanito contro il mio destino, ho lottato a piene mani contro di lui che mi scacciava dai miei sogni, mi buttava in un altro verso.”

“Gli amori nuovi sono pieni di paure, Angela, non hanno un posto nel mondo e non hanno un capolinea.”

“Non saprò mai quanti uomini l’hanno amata prima di me, ma so che ognuno, accudendola o scalfendola, ha contribuito a plasmarla, a farla così com’è.”

 

Se vi ho convinti potete cliccare qui per leggerlo in PDF

 

Giulia Gentili

 

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