Spider-Man : BLUE

SPIDERMAN 2Leggendo le ultime notizie riguardo la produzione del prossimo film dell’Uomo Ragno, mi torna in mente una delle storie più drammatiche del Tessiragnatele (di come non se ne vedono più), scritta da Jeph Loeb e Tim Sale ed uscita in Italia nel lontano 2004 in tre volumetti brossurati da edicola.

Sono passati alcuni anni dalla morte di Gwen Stacy, quell’attimo in cui Goblin lasciò cadere  la ragazza nel vuoto e l’Uomo Ragno, in un disperato tentativo di salvarla da morte certa, l’afferrò al piede con la sua ragnatela. SNAP. Il rumore non lascia dubbi. Qualcosa è andato storto, Gwen giace immobile fra le braccia di Pete. È questa una delle scene più strazianti della storia del fumetto. Gwen Stacy è morta. Non tornerà miracolosamente in vita come è successo decine di volte ai supereroi. Lei è morta ma sarà sempre presenti nei ricordi di Peter Parker, anche dopo molti anni. Per la seconda volta dopo la morte di zio Ben, l’Uomo Ragno si trova nuovamente faccia a faccia con la disperazione. La disperazione per aver causato ancora una volta la morte di una persona a lui molto cara.

È il giorno di San Valentino, e benché Peter Parker sia da tempo sposato con Mary Jane, oggi si è chiuso in soffitta e parla attraverso un registratore. «La nostra storia deve essere ricordata … Non voglio dimenticarti Gwen Stacy. Resta con me».  I suoi pensieri sono rivolti alla bellissima Gwendolyne Stacy per onorarne il ricordo.

Chino sul registratore, Peter Parker ci riporta indietro agli anni del liceo, gli anni d’oro dell’Uomo Ragno, quando per la prima volta incontrò questa splendida ragazza dai capelli biondi. L’Uomo Ragno rivive quei giorni felici dei primi appuntamenti, il lungo corteggiamento, le rivalità in amore fra Gwen e la rossa Mary Jane Watson, entrambe attratte dal nostro Peter, le immancabili scazzottate con i supercriminali Rhino, Lizard, l’Avvoltoio, Kraven e il cruciale ritorno di Goblin (che dopo l’ultimo scontro con Spider-Man aveva quasi miracolosamente perso la memoria e se n’era rimasto tranquillo in ospedale, seppur per breve tempo).

Spider-man rivive attimo per attimo tutti i momenti passati in compagnia di Gwen e solo alla fine si accorge che alle sue spalle c’è un ascoltatore inaspettato. Mary Jane è lì, dietro di lui che ascolta le sue tristi parole rivolte a quella che un tempo era la sua rivale in amore e che anni fa gli rubò il ragazzo. «Salutamela tanto e di’ a Gwen che manca anche a me», sono le uniche parole che M.J. dice prima di andarsene e lasciare che Peter finisca il suo racconto.

 « …Um… Dovrei andare adesso. Quando cerco una parola per descrivere come mi sento in questo periodo dell’anno la più adatta, forse, è malinconico. Come dicono nelle canzoni jazz mi sento blue, provo quella tristezza tipica del blues, appunto».  Click.

 

Testo: Ilaria Gizzi

Disegni: Mirko Baldassarri

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