La solitudine dei numeri primi

Vi presento la nuova rubrica Parole!

Ogni settimana Francesca, Ilaria ed io riporteremo alcune citazioni tratte dai nostri libri preferiti.

Questa settimana ho scelto La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, romanzo vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello Opera prima nel 2008, a cui si è ispirato l’omonimo film di Saverio Costanzo del 2010.

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci”.

“Parlavano poco, ma trascorrevano il tempo insieme, ognuno concentrato sulla propria voragine, con l’altro che lo teneva stretto e in salvo, senza bisogno di tante parole”.

“Erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”.

“Ecco. Ci pensava spesso. Di nuovo. Era come un altra delle sue malattie, dalla quale non voleva veramente guarire. Ci si può ammalare anche solo di un ricordo e lei era ammalata”.

“Mattia lo sapeva. Sapeva tutto quanto, ma non riusciva a muoversi da dov’era. Come se, abbandonandosi al richiamo di Alice, potesse ritrovarsi in trappola, annegarci dentro e perdersi per sempre. Era rimasto impassibile e in silenzio, ad aspettare che fosse troppo tardi”.

“Di sera, nell’intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi bugie”.

“Aveva imparato a rispettare il baratro che lui aveva scavato tutto intorno a se… anni prima aveva provato a saltarlo quel baratro e ci era cascato dentro… ora si accontentava di sedersi sul ciglio con le gambe a penzoloni nel vuoto!”

“Perché l’amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta…”

“Sentirsi speciali è la peggiore gabbia che uno possa costruirsi”.

“Erano uniti da un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l’uno nell’altra”.

 

Per saperne di più sull’autore, Paolo Giordano, clicca qui

Per vedere il trailer del film, clicca qui

Giulia Gentili

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