“Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli.” – Joseph Brodsky

 

post lettura

Al giorno d’oggi purtroppo, la buona abitudine della lettura sta cominciando a cadere in disuso. Sempre più persone preferiscono, infatti,  passare il proprio tempo libero davanti alla TV (ma, recentemente anche al computer o davanti ai videogame). Molti dichiarano che, a causa dell’attuale crisi economica si è costretti a risparmiare dove possibile e quindi anche sulla cultura. È questo uno dei principali motivi che spinge molte persone a comprare e leggere sempre meno libri. Tuttavia, esistono molte alternative all’acquisto che vanno dalle tradizionali biblioteche comunali dove (per chi non lo sapesse) si possono prendere in prestito i libri (gratuitamente è chiaro!), ai moderni apparecchi elettronici (tablet, iPhone, o eBook-reader), che offrono, con un’apposita applicazione, la possibilità di scaricarli gratuitamente in vari formati (fra cui anche il pdf). Anche se molti amanti della lettura ancora non sono pronti ad accettare queste nuove tecnologie, che andranno presto a sostituire la carta, molti ritengono che questa sia comunque la soluzione più comoda e meno costosa.

Un altro dei tanti motivi per cui si preferisce la TV (e simili) alla lettura è la pigrizia. Molti sostengono che per leggere ci vuole una certa dose di concentrazione e che quindi, quando si ha tempo libero, magari quando si torna stanchi da lavoro o dalla scuola, è normale preferire attività rilassanti, che non richiedano particolari sforzi mentali.  In più, la lettura richiede anche del tempo, infatti, per poter capire ciò che si legge, bisogna procedere più o meno lentamente, a seconda del libro che si ha fra le mani.

In questi ultimi anni è emerso che sempre meno giovani sono dediti alla lettura. Questo dato statistico, rappresenta un fenomeno molto preoccupante. Infatti la lettura risulta essere più costruttiva rispetto ad Internet e TV, spesso ‘TV spazzatura’, poiché, non solo ci aiuta ad ampliare il nostro bagaglio culturale, ma è anche fondamentale per imparare la nostra lingua sia dal punto di vista grammaticale che lessicale. Questo, infatti, è il motivo principale per cui molti giovani d’oggi non sanno scrivere in italiano o nella maggior parte dei casi conoscono solo superficialmente le regole grammaticali non sapendo come applicarle adeguatamente  all’interno di una frase.

Infine, un altro fenomeno sociale degno di nota è la tendenza che hanno molte persone a non considerare la lettura come una passione ma una semplice distrazione. Queste persone, snobbando opere di spessore perché troppo impegnative, finiscono col preferire libri di più basso livello culturale ma, appunto per questo di più facile fruibilità. Questi libri, freschi di stampa, pur non essendone degni, vendono moltissime copie e acquistano  un valore commerciale che il grande pubblico interpreta come valore artistico. Se il problema fosse semplicemente legato all’errore di interpretazione del grande pubblico non staremmo certo a preoccuparcene. Quello che attira la nostra attenzione è che a causa di questo errore, le opere definite “classici” vengono etichettate come “vecchie” ed “obsolete”, finendo per questo con l’ammuffire sugli scaffali di qualche grande magazzino  in attesa di qualcuno che preferisca il buono al nuovo.

 “Il pubblico è così stupido, che preferisce leggere le cose nuove che non le buone.”

Arthur Schopenhauer

Voi cosa ne pensate? Commentate!

Ilaria Gizzi

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