Distopia

Il romanzo distopico, genere non particolarmente conosciuto e amato, nell’ultimo anno, con l’uscita del fim The Hunger Games, tratto dall’omonimo libro della scrittrice statunitense Suzanne Collins, ha conquistato sempre più lettori ed è diventato il nuovo fenomeno del 2012. Ora, sull’onda del successo di questa trilogia distopica, anche altri romanzi dello stesso genere, alcuni recenti, altri meno, stanno cominciando a scalare le classifiche di vendita.

Distopia

Dunque cos’è la distopia? La distopia, secondo il dizionario Treccani, è  una “previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro in cui si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi”, ed è quindi definibile come il contrario di utopia. Alcune caratteristiche della distopia sono la presenza di governi totalitari che privano i cittadini di ogni libertà e spesso della loro umanità, di disastri ambientali o di altri fattori che possono essere riconducibili ad un declino catastrofico della società. L’eroe (o l’eroina), il protagonista del romanzo, è, nella maggior parte dei casi, una persona che appartiene alla società distopica ma che ne mette in dubbio il funzionamento, rendendosi conto, o spesso intuendolo, che c’è qualcosa di terribilmente sbagliando nel mondo in cui vive e si trova a lottare per cercare di cambiare le cose, anche a rischio della propria vita. Non sempre si ha il lieto fine, cioè si raggiunge la sovversione del mondo come lo si conosce e la creazione di un mondo “normale”, alcune volte il finale rimane in sospeso, lasciando alla nostra fantasia la conclusione della storia.

Quando è nato questo genere? Il romanzo distopico è cominciato ad emergere nel XX secolo, anche se esistono esempi significativi di questo genere già dal XIX secolo, soprattutto grazie alla libertà di stampa e di espressione. In passato sarebbe stato pressocché impossibile scrivere un libro che contenesse una critica, implicita o meno, alla società in cui si viveva. I primi titoli a venire in mente quando si parla di distopia sono i conosciutissimi: 1984 di George Orwell (1949), Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932), Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953) e Arancia Meccanica di  Anthony Burgess (1962), da cui è stato tratto l’omonimo film di  Stanley Kubrick.

Francesca Ciccaglione

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